GIORGIOSTUDIO.co.uk - youtube.com/GIORGIOSTUDIO

home video foto articoli interviste portfolio musicaly forum contatti links chisiamo

 

 

GITA A SUDOVEST DELL'INGHILTERRA

 

Per scaricare l'articolo in PDF clicca sull'icona

 

Per maggiori informazioni:
www.viator.com/tours/London/Windsor-Castle-Stonehenge-and-Bath-Day-Trip-from-London/d737-3858EE021/TR

 

Di Tyler Miranda

Mi sveglio quando fuori e’ ancora buio. Mi sta bene: sono decisamente recidivo. Con un colpo secco metto a tacere la sveglia e allo stesso tempo maledico la mia tendenza al nottambulismo che mi ha fatto rimanere alzato fino a tardi ieri notte, a guardare tre film uno dopo l’altro, pur sapendo che la giornata successiva sarebbe stata proficua ma lunga. Ma non e’ il caso ora di arrovellarsi sulla questione e sulla seria dipendenza che il cinema mi procura. Alzati, pigrone, dico al mio cervello ancora aggrappato a un sogno che non riuscirò a ricordare. Oggi si va a Stonehenge.

L’autobus e’ in partenza da Victoria Station. La guida ha un aspetto amichevole ma professionale e continua a fare battute che non riesco veramente a capire: descrivendo Stonehenge quale complessa opera architettonica, fa notare che per gli uomini preistorici sarebbe stato molto più semplice andarsi a fare una birretta al pub, piuttosto che costruire un sito tanto imponente. I miei compagni di viaggio sorridono educatamente, mentre io rimango un po’ “pietrificato”, sara’ solo perché non ho dormito abbastanza? Ad ogni modo, mi trovo davanti a un puro esempio di humour britannico, che aggiunge un po’ di folklore autoctono al viaggio. Non so bene quale sia l’itinerario, mi avevano solo detto che avrei fatto una gita a Stonehenge e non ho avuto bisogno di ulteriori spiegazioni. Sull’autobus, apprendo che ci fermeremo per prima cosa al Castello di Windsor. Ne sono felice, i castelli non mi dispiacciono. Il paese dove sono nato, in Italia, si trova a pochi chilometri di distanza da un castello molto suggestivo, per cui sono naturalmente scettico riguardo ai castelli in generale. Quando ti portano a vedere il castello della tua città come prima gita di classe all’eta’ di sette anni, sviluppi un naturale scetticismo nei confronti di qualsiasi altro castello che si trovi a migliaia di chilometri di distanza da casa tua.

LA CITTA’ DI WINDSOR E IL SUO CASTELLO – CASA E’ SEMPRE CASA ANCHE SE SI HA IL SANGUE BLU

Bisogna ammetterlo, il Castello di Windsor e’ veramente bello, e i reali inglesi vivono tuttora fra le sue mura per alcuni mesi dell’anno. Il Castello, che e’ il più antico maniero europeo ancora adesso occupato da una famiglia reale, sorge in cima a una collina nella tranquilla cittadina di Windsor, lontana dai ritmi frenetici della Capitale. Londra e’ a sole due ore di strada da qui, eppure si percepisce chiaramente come la vita scorra a ritmi differenti in questa citta’, dove la gente non va di fretta e sorride ai turisti che risalgono la collina per raggiungere il Castello.
Appena entrata nel castello, comincio a pensare a tutto quello che deve essere accaduto fra queste mura. Centinaia di immagini mi si affacciano alla mente: un principe bambino oltremodo eccitato alla vista della sua prima armatura; una ragazzina costretta a posare immobile per il ritrattista di corte, che la dipingera’ truccata come una dama; un sovrano saraceno mentre offre in dono la sua collezione di scimitarre al re d’Inghilterra; gli studiosi terrorizzati alla notizia dell’incendio scoppiato nel castello nel 1992. Immagini che naufragano alla vista della Saint George’s Hall, una sala vastissima dal soffitto decorato con stemmi dei membri passati e attuali dell’Ordine della Giarrettiera. E appena usciti dal Castello, invece, ci si rende conto che è la natura a regnare sovrana, con un trionfo di colori che si estendono per centinaia di chilometri e nei quali gli occhi si perdono, incapaci di distinguerli uno ad uno.

STONEHENGE, DALLA TERRA AL CIELO – POTERI ANCESTRALI DAL PASSATO

Ma e’ gia’ ora di tornare di corsa verso l’autobus e lasciare che questi paesaggi mozzafiato rimangano i soli depositari di storie avvincenti su re e regine del passato: siamo ad appena un’ora di strada da Stonehenge. Molto e’ stato detto di questo sito archeologico che ha 5.000 anni ed e’ considerato uno dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Si tratta di un monumento funerario dell’era preistorica, ma numerose sono le leggende che lo circondano, principalmente perche’ il sito e’ strettamente connesso ai movimenti ciclici del sole e della luna e costituisce dunque sicura prova delle conoscenze astronomiche possedute dagli uomini migliaia di anni prima di Newton e Galileo. Stonehenge e’ considerato uno dei centri di forza dove converge l’energia della Terra, una sorta di chakra del mondo. Questo spiegherebbe perche’ centinaia di uomini furono impiegati per il trasporto delle mistiche pietre di dolorite che costituiscono il sito. Le pietre provenivano dal lontano Galles e vennero trasportate attraverso il fiume Avon fino a questo sito, poiche’ si credeva che la misteriosa proprieta’ della dolorite di rimanere sempre tiepida al tatto potesse in qualche modo aprire porte parallele alle energie ancestrali. E forse era proprio cosi’. Il nostro gruppo non vede l’ora di arrivare a Stonehenge per vedere con i propri occhi e sentire l’energia della Madre Terra ancora palpabile nei secoli.
Ma una volta li’, dimentico tutte le storie su Stonehenge. Non mi sento piu’ un uomo del XXI secolo, e non sono piu’ sicuro di sapere da dove vengo e dove vivo. Non faccio neanche caso alla gente attorno a me. Ci siamo solo io e i monoliti, giganti, immobili, magnifici. Sembra quasi che mi guardino e si prendano gioco della mia fragilita’. Guardaci, sembrano dire. Eravamo qui molto tempo prima di te e qui resteremo per sempre, dopo che il figlio del figlio di tuo figlio sara’ stato dimenticato.
Ma tutt’a un tratto, il traffico dell’autostrada mi riporta alla realta’. Per fortuna, e’ in progetto la rimozione dell’autostrada e del parcheggio in prossimita’ del sito. La prossima volta che ci rivedremo, ci saremo solo io e voi. L’uomo e le pietre. Stonehenge, non mi puoi prendere in giro: sei stato costruito da uomini come me. Probabilmente in molti ci hanno rimesso la salute o la vita durante l’opera di costruzione, solo perche’ io potessi oggi contemplare voi, dei sassi posti dinanzi a me. Eppure sono stati quegli stessi uomini preistorici a decidere la vostra posizione, di modo che il sole splendesse attraverso di voi ad un’angolatura prestabilita. E anche se ce ne chiediamo tuttora il perche’, essi avevano le loro motivazioni, teorie astronomiche, credenze religiose o forse entrambe le cose. Questa e’ la fragilità e al tempo stesso supremazia umana su di voi, che non siete nient’altro che una manciata di sassi.

DAI MAIALI AI ROMANI – LA CITTA’ DI BATH E LE SUE TERME

Smarrito in siffatti pensieri, non mi rendo conto che l’autobus non ha intenzione di aspettarmi per l’eternita’. Riluttante, mi riunisco al gruppo chiedendomi come sarebbe visitare Stonehenge al tramonto o di notte. Ci fermiamo in un paesino poco distante, apparentemente in mezzo al niente, per una sosta decisamente prosaica durante la quale non perdiamo occasione di assaggiare la ale, tipica birra inglese. Ma la gita non e’ ancora giunta al termine: scopro con piacere che la prossima tappa è la citta’ di Bath, famosa per le terme romane. Ancora una volta, il mio sangue italiano mi rende decisamente scettico: sono cresciuto in una terra dove si respira influenza romana ad ogni passo, per cui mi pare molto difficile che Bath possa stupirmi. La citta’ e’ ad ogni modo un altro Patrimonio dell’Umanita’ e giace nella valle del fiume Avon, attorno a sorgenti naturali di acqua calda, che i Romani utilizzarono per costruire un centro termale. Essi costruirono presumibilmente anche un tempio sul quale sorse in seguito l’attuale Abbazia. Narra la leggenda che le sorgenti termali furono scoperte da Bladud, mitico re dei Bretoni. Bladud contrasse la lebbra ad Atene, dove era andato a perfezionare la sua istruzione. Tornato in patria, cadde in disgrazia a causa della sua miserabile malattia e divento’ guardiano di porci. Secondo la leggenda, alcuni maiali che avevano contratto il terribile morbo, tornarono dal re coperti di fango caldo e senza piu’ alcuna malattia. La leggenda di Bladud è stata commemorata dalla città quest’estate con una mostra alquanto bizzarra di un centinaio di maiali riprodotti a grandezza naturale e decorati, esposti in vari punti della città. D’accordo, lo ammetto, anche la mente più scettica puo’ restare sorpresa da qualsiasi citta’. Lascio indietro le strambe sculture per visitare l’Abbazia, un ragguardevole edificio ricostruito tre volte nel corso dei secoli. Ma sono impaziente di vedere cosa furono capaci di fare i miei antenati romani in questa terra di barbari, da loro conquistata duemila anni fa.
Appena entrato nelle terme mi colpiscono il calore e l’umidità del posto. I turisti in visita sono stupiti e assorti in un religioso silenzio, eppure non posso fare a meno di pensare che secoli or sono questo era probabilmente il luogo più chiassoso di tutta la vallata. Immergo una mano nell’acqua e provo un impellente desiderio di farmi un bagno nell’acqua calda della piscina incastonata in questo splendido edificio romano, che ancora traspira il senso lascivo di pigrizia degli antichi Romani che venivano a incontrarsi in un luogo pubblico come questo. Niente mi può sorprendere, ma di sicuro questo posto non mi lascia di ghiaccio in questo pigro autunno inglese. In realtà siamo ancora negli ultimi scampoli di estate, ma nessuno se n’e’ accorto, nemmeno l’estate.

DI NUOVO VERSO A LONDRA – SI TORNA AL XXI SECOLO

Mentre ancora indulgo in languidi pensieri, mi rendo conto che il mio tempo e’ scaduto. Devo tornare al mio autobus, alla frenetica vita di Londra, al XXI secolo. Sull’autobus guardo le auto passare sfrecciando verso le loro mete. Mi pongo tutti quei quesiti filosofici che affiorano alla mente solo quando ci si allontana per un attimo dalla vita di tutti i giorni. Quando ci si rende conto di essere solo una misera particella di qualcosa di più grande che esisteva gia’ molto prima di noi e per il quale la nostra esistenza individuale non fa nessuna differenza. Non trovo nessuna risposta, ovviamente, e non posso sapere perché sono qui, ma so che questo misto di orgoglio e gratitudine per essere me hic et nunc non se ne andrà via tanto facilmente.

Copyright 2008 GIORGIOSTUDIO Ltd – All rights reserved

 

© 2008 www.giorgiostudio.co.uk - All rights reserved

designed by morena