Di Francesco Belli
La prima apparizione di Andreotti e’ col viso ricoperto di aghi da agopuntura per curare l’emicrania. Dopo avere visto il film probabilmente non ci sara’ piu’ bisogno di chiederci perche’ Andreotti soffre di emicrania, comunque gli aghi lo fa apparire come il cenobita ‘Pinhead’ di Hellraiser, il film horror. Anche Andreotti e’ un demone? Se consideriamo uno dei suoi numerosi soprannomi, Belzebu’, in effetti lo e’…
Andreotti ha dominato la scena politica italiana per 50 anni: e’ stato sette volte Primo Ministro e ventuno volte ministro. Egli ha impersonato la politica italiana a partire dal dopoguerra. Di lui Margaret Thatcher ha detto: “Sembra che abbia un’avversione positiva ai principi, persino una convinzione che un uomo di principi sia condannato a non essere altro che una figura divertente”.
Andreotti-Servillo cammina per strada esattamente come un altro superman italiano, Antonio Cuccia, morto nel 2000 a 92 anni, il plenipotenziario dell’unica banca di investimento italiana, Mediobanca, e considerato il piu’ potente banchiere d’Italia del dopoguerra. E le liaisons dangereuses tra denaro, politica e religione sono tristemente famose nella storia italiana: Roberto Calvi, chiamato “il banchiere di Dio”, era il presidente del Banco Ambrosiano, del quale la Banca vaticana era il principale azionista. Alle 7.30 di mattina di venerdi’ 18 giugno 1982 un postino trovo’ il cadavere appeso da un’impalcatura sotto il Blackfriars Bridge, nell’area della finanza a Londra. I vestiti erano pieni di mattoni e gli furono trovati $15,000 in contanti in tre diverse valute. Calvi era stato membro delle P2, la loggia massonica di Licio Gelli, i cui membri si definivano frati neri in inglese black friars. Cio’ ha portato a pensare che l’omicidio e il farlo trovare appeso sotto il Blackfriars Bridge fosse collegato appunto alla massoneria. Due diverse investigazioni da parte del tribunale piu’ una indipendente hanno accertato che Calvi e’ stato ucciso e non si e’ trattato di suicidio, ma nel giugno del 2007 cinque persone sono state prosciolte nel processo tenutosi a Roma.
La storia italiana degli ultimi 50 anni e’ piena di tali “misteri”, tutti presenti nel film: Aldo Moro rapito e successivamente ucciso dalle Brigate Rosse; il giornalista Mino Pecorelli assassinato; Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana, viene ucciso; il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e’ assassinato; Michela Sindona muore avvelenato in carcere; i giudici Giovanni Falcone e Antonio Borsellino vengono assassinati. La storia non ci racconta la verita’ su tutto questo sangue, mentre lo fa Sorrentino... in realta’ si tratta di un sogno-confessione di Andreotti, che non e’ mai avvenuto e mai avverra’, ma che ci fa pensare come l’unica verita’ sia l’inganno, a tutti i livelli. Qualcuno deve sapere, ci sono indizi ovunque, ma per una sorta di suprema ragione di Stato la verita’ non deve mai affiorare in superficie.
Gli altri protagonisti, la gang di Andreotti, sembrano tutti degli squali affamati, e in effetti lo erano. Ma stranamente, in questo zoo politico Andreotti sembra essere il meno bestiale tra gli animali, un superumano semidio/semidemone perseguitato dai fantasmi delle sue decisioni e delle decine di uomini che ha ucciso. Non con le sue mani, e nemmeno che ha fatto uccidere, semplicemente perche’ a volte non ha fatto cio’ che avrebbe potuto.
Alla fine il piu’ potente politico italiano e’ solo, perche’ nonostante le migliaia di persone che ha conosciuto nella vita in realta’ non ha amici. E nessuno lo conosce, nemmeno sua moglie, che si rende conto di cio’ in uno dei momenti piu’ poetici del film.
Il Divo, quindi, non e’ altro che un sogno, il sogno del suo regista Paolo Sorrentino di cio’ che e’ la verita’, perche’ la vera verita’ e’ cio’ che i tribunali hanno deciso: Andreotti e’ innocente.
Davvero?
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