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IL MONDO DI CAPOSSELA
A LONDRA

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Per maggiori informazioni:www.viniciocapossela.it

 


Di Francesco Belli

In un’epoca di musica inscatolata, sempre uguale, con ritmi e sonorita’ che sembrano scaturire da un software gratuito, e’ sempre un piacere prendere parte ad un concerto, di piu’ una performance sensoriale, che ci riporta indietro nel tempo, a quando la musica era considerata un’arte divina.

Vinicio Capossela e’ un musicista, un’artista che affonda le sue radici nel passato, nelle tradizioni di un’Italia che ormai esiste solo nelle sagre paesane; e’ un’artista che unisce il mito alla realta’ quotidiana, che fonde la tradizione con la ricerca musicale, che mescola folklore e pop per creare un prodotto unico nel panorama musicale italiano. Certo, nel suo stile swing/jazz ricorda molto Fred Buscaglione, ma questo e’ sicuramente un complimento per chiunque faccia musica! E poi Capossela aggiunge delle sfumature balcaniche e mediterannee che rendono la sua musica davvero una World Music.

Vinicio Capossela e’ sbarcato a Londra col suo circo musicale il 20 febbraio 2008, con una prima serata intimista all’Italian Bookshop, dove con la collaborazione di David Hutcheon, giornalista di Mojo che ha ‘scoperto’ Capossela in Albione, e Paolo Nelli, scrittore italiano residente a Londra, si e’ parlato di musica e letteratura, due facce anzi due sfaccettatture di quel poliedrico artista che e’ Capossela. E grazie a questo incontro abbiamo conosciuto un Vinicio timido, alla continua ricerca di un equilibrio artistico tra tradizione e innovazione che lo porta ad amare Tom Waits e Adriano Celentano passando per Renato Carosone; Céline e Dickens passando per Kerouac: tutti artisti innovatori nel loro genere ma con profonde radici popolari, cosi’ come e’ Capossela. I suoi 18 anni di carriera musicale, e non solo musicale, scorrono via tra una domanda e l’altra parlando non solo di musica ma anche del suo libro, Non si muore tutte le mattine, che si svolge in una Milano cupa e piovosa che ricorda la Londra di Dickens, ma in uno stile quasi unico per la nostra letteratura.

Solo la musica la fara’ invece da padrone il 21 febbraio al Dingwalls di Camden Town. I biglietti sono andati esauriti da piu’ di un mese, il pubblico si accalca all’ingresso, molti non hanno il biglietto e sarebbero disposti a tutto pur di entrare: pregano, si lamentano. E la preghiera e il lamento sono elementi indissolubili delle feste tradizionali, di una musica elevata ed epica che e’ la musica del Menestrello d’Irpinia... e il culto ha inizio! Vinicio entra in scena, osannato dal suo pubblico, alternando cappelli e maschere che ci riportano ad un’era mitologica; e in compagnia del Minotauro e della Medusa ci avventuriamo per le strade di Troia, mentre la musica scorre e il Cappellaio (Matto per quanto si deve essere) trascina i suoi fedeli in un’orgia di note e urla, un lirismo musicalcircense che, siamo sicuri, rivedremo e risentiremo presto a Londra perche’ questa musica, la musica di Vinicio Capossela, puo’ valicare i confini.

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