Di Antonio La Cava
Chi e’ stato il vero fondatore della Chiesa? Cosa c’e’ di vero nelle controverse ipotesi che invece volevano una donna, e non l’apostolo Pietro, a capo della comunità cristiana degli albori?
Questa donna, secondo alcuni, sarebbe Maria di Magdala, conosciuta come la Maddalena, la peccatrice descritta nel Vangelo; la prima donna a vedere Gesu’ risorto, una donna liberata da sette demoni e che secondo alcune fonti apocrife sarebbe dovuta succedere al Messia.
A dare una lettura differente dai testi canonici – teoria portata alla ribalta dal best-seller Il codice da Vinci di Dan Brown – del ruolo che avrebbe avuto la Maddalena dopo la morte di Cristo, e’ stata la compagnia Vocal Motion Elastic Theatre nella capitale londinese in The Magdalene Mysteries (I misteri della Maddalena).
Col rischio di seguire soltanto un fenomeno catalizzatore di attenzione mediatica su una figura storica dai contorni indefiniti, e pertanto plasmabile a immagine di speculatori e scrittori di fiction, in realta’ I misteri della Maddalena segue un approccio piu’ intimista sul versante descrittivo, lungi dal voler catturare lo spettatore con teorie complottistiche della storia del Cristianesimo, e puntando soprattutto alla performativita’ espressiva dei suoi attori, ballerini e cantanti.
Infatti I misteri della Maddalena, che rappresentano un “viaggio immaginario attraverso la vita di Maria Maddalena” e’ uno spettacolo non collocabile in un genere preciso, dove le arti espressive della danza, del canto e della recitazione si intrecciano, dando vita ad una rappresentazione di espressivita’.
Il direttore artistico dello spettacolo, Jacek Ludwig Scarso, attingendo a documenti storici ufficiali (come i Vangeli) e a testi apocrifi (come il Vangelo di Maria Maddalena), ha dato vita ad una rappresentazione che ha voluto descrivere la storia di questo misterioso personaggio visto non come la peccatrice, ma come una audace e coraggiosa matriarca, “una rivale di Pietro nella leadership della Chiesa”, ma allo stesso tempo una donna tormentata dal suo passato, dai suoi dubbi, dal suo essere donna in un epoca dove le donne non avevano voce.
Le musiche, liberamente basate su estratti di canzoni liturgiche di Hildeegard Von Bingen, brani selezionati dalla Misa Criolla – splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folklorica, scritta dal compositore argentino contemporaneo Ariel Ramirez (1921-) – e da spiritual tradizionali, non fanno solo da sfondo al racconto ma sono parti fondamentali dello spettacolo. Non c’e’ uno squilibrio fra parte recitata, danzata e cantata, ma esse si intrecciano creando un genere nuovo. “Canto e danza contemporanea sono state introdotte come elementi narrativi, e non come semplici elementi decorativi, per permettere cosi’ alle scene di realizzarsi mediante questi ed evitare una sovrapposizione di testi”.
Ma e’ nella sua ricchezza espressiva che si trova il punto debole di questo spettacolo, a tratti lento e scoordinato.
Infatti a recitare ed esibirsi sono professionisti provenienti da differenti campi artistici, non adatti ad uno spettacolo che si avvicina al genere del musical ma che se ne distacca per la specializzazione degli attori.
Laddove il Cristo, rappresentato da un bravo Theo Lowe, e’ un ballerino che si esprime attraverso la sola danza, i suoi movimenti del corpo e la sua intensa espressivita’ di sguardi non controbilancia la buona recitazione di Sandra Shirley nella Maddalena, creando cosi’ una sospensione nella recitazione, uno squilibrio tra personaggi, fra attori e cantanti, e tra danzatori e teatranti.
Buona performance dell’attore Vincent Jerome nel ruolo di Pietro e strepitosa la voce della soprano Maya Sapone, che attraverso le voci degli altri cantanti ha saputo dare allo spettacolo un senso di profonda spiritualita’.
Il momento più intenso dello spettacolo e’ il dialogo tra la Maddalena e Pietro, quest’ultimo descritto non come un apostolo fedele e illuminato ma come l’uomo del dubbio, dell’insinuazione, del contrasto. E’ lui che addita la Maddalena come visionaria, geloso che il Messia abbia preferito apparire dopo la sua morte ad una donna piuttosto che a lui. E lei, successivamente gli ricorda che fu lui a rinnegare Gesu’, tre volte.
Ma la stessa Maddalena e’ travolta dal suo tormento, sapientemente interpretato dalle sue Ombre rappresentate da tre danzatrici, che riflettono l’angoscia interiore di una donna dalla quale ci dividono secoli di storia. Una donna che forse ha incrociato il cammino del Cristo, forse destinata a segnare le sorti della Storia.
Ma che rimarra’, forse per sempre, nella storia dei misteri.
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