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POLLINI INTERPRETA NONO

 

 

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Per maggiori informazioni:

Maurizio Pollini:
http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Pollini

Luigi Nono:
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Nono_%28compositore%29

Southbank Centre:
www.southbankcentre.co.uk

 

 

Maria Teresa Sette

Luigi Nono (1924-1990) e’ uno tra i piu’ colti esponenti dell’avanguardia musicale del Novecento che hanno introdotto nuove modalita’ espressive e infranto la sintassi tradizionale. Il Southbank Centre ha organizzato in suo onore il Festival Fragments of Venice,un ciclo di concerti iniziato il primo ottobre e che si concludera’ a maggio con la tanto attesa prima esecuzione inglese del Prometeo. Leitmotiv che corre sullo sfondo e’ Venezia, citta’ natale del compositore e citta’ che ha infuso alla sua opera un’inequivocabile atmosfera “lagunare”, meditativa e melanconica.

Il Festival ospita grandi interpreti del repertorio noniano e tra questi non poteva mancare Maurizio Pollini che mercoledi’ 31 ottobre si e’ esibito sul palco del Queen Elizabeth Hall in un concerto di “teatro musicale” che ha visto come altri protagonisti l’Experimental Studio for Acoustic Arts di Freiburg, il Cologne Percussion Quartet, Andre’ Richard (sound projection), Barbara Hannigan (soprano), Alain Damiens (clarinetto), Sara Ercoli, Terence Roe, Margaret Nies, Beat Furrer (conductor).

Spesso accostato ai grandi compositori rivoluzionari della scuola espressionista viennese, Nono fa della sperimentazione – soprattutto elettronica – il mezzo necessario per poter esprimere con forza un impegno civile e politico che e’ la costante e il tratto distintivo di tutta la sua opera. Fortemente influenzata dal principio dell’arte engagé – che domina l’atmosfera culturale italiana a partire dal secondo dopoguerra – la sua e’ una testimonianza di come l’arte non possa fare a meno di dialogare con la realta’. Le sue composizioni – sia i testi che i brani – parlano con il linguaggio dell’ideologia comunista. Parlano di lotte e sangue, d'intolleranza razziale, della violenza fascista, dello sfruttamento della classe lavoratrice, di uomini che muoiono per la propria liberta’, di guerre combattute in nome del potere e della menzogna. Temi che si traducono nel lessico musicale con dissonanze acute, cacofonie di voci che esplodono di rabbia, suoni dolci che vengono sopraffati da crude e fredde sonorita’ elettriche, catene di metallo fatte ruotare attorno a una lastra di alluminio, colpi di martello che disegnano nello spazio onde acustiche aspre e violente, voci stridule che si riecheggiano le une con le altre come provenissero dalle viscere piu’ recondite della terra.  Una lettura non sempre accessibile per chi non e’ avvezzo a questo genere (qualche ascoltatore si e’ anche dato alla fuga durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo) ma, proprio in quanto innovativa, risuona provocatoria e illuminante.

Cio’ che ha reso l’evento particolarmente emozionante non e’ soltanto l’incontro figurativo tra due musicisti conterranei, quanto il sodalizio artistico e umano che legava Pollini al compositore veneziano. Pianista raffinatissimo, Maurizio Pollini e’ particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Schubert, Chopin, Schoenberg, e Webern. Ha collaborato con le migliori orchestre del mondo e sotto la direzione di alcuni tra i piu’ grandi direttori. La profonda ricerca e attenzione sui dettagli interpretativi, anche minimi, dei compositori che esegue al pianoforte e’ universalmente riconosciuta come sua peculiare qualita’.

Nell’eseguire le interpretazioni personali che Nono ha dato di alcune pagine di Schoenberg e Berg, Pollini non smentisce la sua fama. La sua attenzione e’ tutta tesa verso la limpidezza e la perfezione della qualita’ del suono. Ma il momento piu’ toccante si raggiunge quando il maestro Pollini esegue le note penetranti di ...sofferte onde serene…, un omaggio di stima e vicinanza che Nono fa all’amico e collega Pollini: «Mentre si approfondisce sia l’amicizia con Maurizio Pollini, che la stupefatta coscienza mia per il suo pianismo, un duro vento di morte spazzo’ “l’infinito sorriso delle onde” nella famiglia mia e in quella dei Pollini. Questa comunanza ci accomuno’ ancor piu’ nella tristezza dell’infinito sorriso di ...sofferte onde serene... La dedica “A Maurizio e a Marilisa Pollini” significa questo».

Suggestivo durante l’intero concerto era il rispetto quasi sacrale, tra un brano e quello successivo, per il silenzio e l’immobilita’ – anche fisica – da parte di tutti i musicisti. Come se ogni frammento musicale racchiudesse in se una porzione di mondo: un’epifania che si manifesta nella dissonanza di suoni, rumori, urla. E una volta dischiusasi torna a celarsi nel silenzio.

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