Di Annalisa Coppolaro
Un compositore dal grande fascino, notissimo per la sua Cavalleria Rusticana ma con tanti preziosi aspetti ancora da scoprire. Londra gusta, grazie all’arrivo del livornese Teatro Goldoni in citta’, un assaggio delle grandi arie e della tradizione di musica evocativa e magica di Pietro Mascagni, (1863-1945).
Le Donne di Mascagni, cosi’ si chiamava l’evento svoltosi al Bottaccio di Grosvenor Place, ha attratto un pubblico vario italiano e non per una serata decisamente particolare, alla scoperta non solo delle composizioni del maestro, ma anche di un teatro che rivive una stagione esaltante.
La serata del 14 novembre e’ iniziata con la presentazione del Teatro Goldoni, i cui dirigenti, con l’aiuto di audiovisivi, hanno ripercorso le principali tappe mostrando anche il rapporto che il teatro ha da moltissimi anni con la città di Livorno. La figura di Pietro Mascagni e’ stata al centro della presentazione, svoltasi in italiano ed inglese, quindi la musica e’ iniziata con la presenza di tre protagoniste dello stesso teatro: due soprani, Maria Billeri, vincitrice del Concorso Internazionale per Voci Mascagnane nel 1985 ed oggi affermata interprete, e Paola Cigna, brillante specialista del repertorio di soprano lirico-leggero, accompagnate dalla giovane musicista della fondazione Teatro Goldoni Anna Cognetta.
La figura femminile e’ stata per Mascagni sempre al centro dell’opera musicale, ed i suoi personaggi passionali, sensuali, talvolta elegiaci, sono noti agli estimatori della musica classica del periodo cosiddetto verista del melodramma italiano.
Il programma el iniziato con l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana e poi, passando da brani come l’Aria della piovra (da Iris) e Son pochi fiori da L’amico Fritz, si e’ chiuso con lo straordinario Duetto Atte-Egloge, in cui le due interpreti, Billeri e Cigna, hanno mostrato di nuovo la grande capacita’, verve e passione, sempre sottilmente ironica, di un filone senz’altro ancora tutto da esplorare.
Il percorso di Mascagni negli anni si e’ evoluto toccando l’intimismo crepuscolare, l’estetismo decadente d’ispirazione dannunziana, il naturalismo di Verga, il simbolismo di Luigi Illica, l’esaltante, fresca leggerezza dell’operetta ma anche il grande affresco storico del Nerone (da cui e’ appunto tratto il duetto finale tra la liberta Atte e la danzatrice Egloge).
Le Donne di Mascagni fa parte di un ampio progetto dedicato a Mascagni, iniziato negli anni ’90 per promuovere le opere e la vita del compositore toscano. Lo scorso anno, ad esempio, la nuova produzione di Iris ha ottenuto alto interesse di pubblico e critica e nel 2008 sara’ rappresentata in vari teatri italiani con la regia di Federico Tiezzi e diretta dal maestro Lukas Karytinos.
Quella del 14 novembre e’ stata quindi, oltre che un’occasione per incontrare Mascagni, una serata dal sapore un po’ fin de siècle, un po’ liberty, un po’ realista, dove il pubblico ha non solo avuto modo di gustare ottima musica e “assaggi” di Livorno, ma anche un buffet d’ispirazione esotica decisamente apprezzato.
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