Di Giorgio Di Marzo
The Italian Film Festival, come sempre ospitato dal Riverside Studios, ha presentato a dicembre un ricco programma con diversi film, dai film di grande successo ai documentari.
Di livello assoluto sono Io e Napoleone, unico nel suo genere poiche’ non solo si tratta di un film storico ottimamente recitato, ma e’ arguto e divertente; Saturno contro, un delicate ma dstabilizzante dramma sulla vita di un gruppo di amici; Manuale d’amore 2, una raccolta di storie che rappresentano i diversi aspetti della sensualita’ e della sessualita’; Notturno bus, un noir con omicidi, intimidazioni e fughe, con spazio per il sentimento.
Ma in particolare vorrei sottolineare il documentario di Marco Turco, basato sull’eponimo libro di Alexander Stille: In un altro Paese.
“La guerra contro la Mafia si combatte in Sicilia ma si vince a Roma”.
Questo e’ il vero significato della Mafia, che non e’ un’eredita’ folcloristica bensi’ cruda realta’, non solo in Sicilia ma dovunque si trovino denaro e politica.
Da palermitano quale sono, In un altro Paese mi ha richiamato alla mente le memorie oscure della carneficina dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, poiche’ il film e’ principalmente basato su questo pezzo della storia italiana non ancora pienamente compresa dalle persone e spiegata da coloro che dovrebbero dare delle risposte: com’e’ possibile che due tra i piu’ importanti magistrati italiani e le loro scorte siano uccisi?
In qualche modo e’ un film horror: le foto di Letizia Battaglia, foto-giornalista palermitana, ci fanno sentire il puzzo di sangue e morte, omicidio dopo omicidio... ma lei non fu capace di fare alcuna foto al massacro di Borsellino: era stato ridotto a pezzi dall’esplosione...
Il film e’ un pugno allo stomaco, tanto crudele quante reale, e vorrei che tutti capissero, e alcuni ricordassero, cos’e’ stata la Mafia... cosa e’... mediante una lista dei principali omidici di Mafia, la maggior parte dei quali commessi a Palermo, tutti in Sicilia: ma con l’aiuto di coloro che vivono che palazzi del potere a Roma...
1970: Mauro De Mauro, redattore del quotidiano L'Ora, rapito a Palermo e mai piu’ ritrovato.
1971: Pietro Scaglione, procuratore della repubblica di Palermo e il suo autista Antonino Lo Russo.
1977: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e l'insegnante Filippo Costa vengono uccisi mentre passeggiano nei boschi della Ficuzza.
1978: Giuseppe Impastato, militante antimafia.
1979: a Palermo ucciso il cronista del Giornale di Sicilia Mario Francese.
1979: a Milano viene ucciso Giorgio Ambrosoli, avvocato liquidatore dell'impero economico di Michele Sindona, il giorno dopo averne presentato la documentazione.
1979: Boris Giorgio Giuliano, capo della Squadra Mobile di Palermo.
1979: a Palermo il giudice istruttore Cesare Terranova e il suo autista, il maresciallo di polizia Lenin Mancuso.
1980: il presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella, politico della sinistra democristiana.
1980: a Monreale (Palermo) il capitano dei carabinieri Emanuele Basile.
1980: Gaetano Costa, procuratore capo di Palermo. Aveva appena firmato sessanta ordini di cattura contro altrettanti mafiosi, dopo che i suoi sostituti si erano rifiutati di farlo.
1982: Pio La Torre, segretario del P.C.I. siciliano e il suo autista Rocco Di Salvo.
1982: Palermo. Strage di via Carini. Uccisi il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo, l'autista che li seguiva sull'auto di servizio.
1983: Giangiacomo Ciaccio Montalto, giudice di Trapani.
1983: Monreale (Palermo). Assassinato il capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, comandante della locale compagnia. Con lui cadono l’appuntato Bonmarito e il carabiniere Marici. D’Aleo aveva preso il posto del cap. Basile.
1983: autobomba di via Pipitone Federico (Palermo) muoiono il capo dell’ufficio istruzione del tribunale Rocco Chinnici, due carabinieri della scorta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi.
1984: a Catania, Giuseppe Fava, fondatore del settimanale I Siciliani.
1984: Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia, viene ucciso appena uscito dal manicomio dove era stato rinchiuso.
1985: Beppe Montana, capo della squadra catturandi della polizia di Palermo.
1985: Antonino Cassara’, vicequestore di Palermo e l’agente di polizia Roberto Antiochia.
1988: ucciso Giuseppe Insalaco, sindaco di Palermo per pochi mesi, avversario politico di Lima e Ciancimino, aveva apertamente denunciato i condizionamenti dei vari comitati d'affari sul comune.
1988: a Palermo assassinato Natale Mondo, l’agente di polizia sopravvissuto all’agguato in cui avevano perso la vita Cassara’ e Antiochia.
1988: lungo la strada che porta da Canicattì a Palermo vengono assassinati il presidente di Corte d'Appello di Palermo Antonino Saetta e il figlio Stefano. Aveva condannato in appello i capimafia Michele e Salvatore Greco per l'attentato a Rocco Chinnici ed i killer del capitano Emanuele Basile, scandalosamente assolti in primo grado (ma il processo era stato annullato dalla cassazione), si apprestava a presiedere l'appello del maxiprocesso.
1988: a Trapani Mauro Rostagno, giornalista e sociologo.
1990: Rosario Livatino, 38 anni, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Agrigento, ucciso sulla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Porto Empedocle.
1991: cade in un agguato Antonio Scopelliti, sostituto procuratore in Cassazione. Da li’ a poco avrebbe dovuto sostenere l'accusa nel primo maxi-processo a Cosa nostra.
1991: ucciso Libero Grassi, imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo agli esattori della mafia.
1992: strage di Capaci (sull'autostrada Palermo-Punta Raisi), muoiono Giovanni Falcone, gia’ magistrato a Palermo che lavorava per il Ministero di Grazia e Giustizia, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.
1992: strage di via D'Amelio (Palermo), muoiono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi.
1993: a Barcellona (Messina) viene ucciso Beppe Alfano, giornalista del quotidiano La Sicilia.
1993: ucciso padre Pino Puglisi, parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio (quartiere di Palermo).
1998: ucciso il sindacalista Domenico Geraci.
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