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IDA MADDALENA FESTA:
LA STORIA DI UNA VITA

 

 

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Dove acquistare il libro: Waterstone's £12.99

 

 

 

Di Giorgio Di Marzo

La storia di Ida Maddalena Festa e’ la storia di una donna caparbia, ostinata ed anche coraggiosa, di una delle tante donne italiane che hanno lasciato l’Italia nel dopoguerra per cercare fortuna all’estero.
Queste storie sono patrimonio della Storia Italiana, ma spesso restano sconosciute. Storie di uomini e donne che partiti dall’Italia, sono andati a vivere in altri Paesi e continenti, ma che hanno tenuto stretto il loro legame con l’Italia. Storie di guerre reali, con il loro carico di morti, sofferenze e speranze che i giovani non conoscono. Storie che spesso restano a conoscenza dei soli familiari di chi le racconta, e che si perdono nella memoria del passato. Per questo la signora Festa ha voluto fermare il tempo sulla carta, lasciare una traccia indelebile dei suoi ricordi, della sua storia di vita.

“From Monte Cassino to Maidstone” e’ l’autobiografia di Ida Maddalena, in cui la signora Festa ripercorre la sua vita a partire dalla sua infanzia, nella piccola frazione di Catailli nella Ciociaria, fino alla sua nuova vita in Inghilterra nella cittadina di Maidstone.
Il racconto puo’ essere suddiviso in due grandi parti: la vita in Italia, gli anni dell’infanzia in Ciociaria e della prima giovinezza a Roma, ed una seconda parte in cui si raccontano le vicende e la storia che la donna vive in Inghilterra, dapprima a Londra e successivamente a Maidstone, dove tuttora la narratrice vive.
L’infanzia della protagonista viene interrotta dagli eventi precipitosi della seconda guerra mondiale. Guerra e distruzione colpiscono gli italiani indistintamente. Il padre di Ida partira’ per la guerra e di lui non si avranno notizie per molti anni. Sua madre coraggiosamente mandera’ avanti la famiglia. Come molte persone Ida e’ costretta a rifugiarsi in caverne per sfuggire alle bombe. Ed un vecchio dira’ alla giovane Ida che “in guerra chi realmente soffre sono le persone innocenti”. Il periodo della Liberazione porta in Italia la presenza dei soldati americani e britannici. Uno di loro segnera’ indelebilmente la vita della piccola Ida, salvandola dall’imminente pericolo di una mina (“Non devi toccare queste cose” disse una voce dietro di me “Sono la morte”).

A soli 16 anni Ida decide di partire per Roma per fare l’infermiera e qui inizia la sua avventura, nell’inseguire il suo sogno.
All’epoca pero’ era consentito soltanto alle suore di praticare questa professione. E per questo la giovane Ida, dapprima, studia in Vaticano, lavorando come domestica presso alcune famiglie e successivamente consapevole dell’impossibilita’ di svolgere questa professione in Italia decide di emigrare Inghilterra.
Durante gli anni in Vaticano Ida vive un episodio singolare a tratti umoristico: un giorno, per sbaglio, entra nelle stanze dove il Papa stava riposando, fortunatamente la Madre Superiora era li’ ad avvisarla della svista commessa: “Be’, non siamo in molti ad avere visto Sua Santita’ a letto, ma a te e’ successo. Penso che stesse dormendo, ma se fosse stato sveglio si sarebbe fatto una risata!”.
Il suo viaggio segna uno spartiacque della sua nuova vita in terra di Albione. Se nella prima parte del libro la scrittrice da spazio alla descrizione degli eventi piu’ personali e privati, nella seconda parte incentra la narrazione nella descrizione del suo lavoro da infermiera in Inghilterra e della creazione della comunita’ per anziani ‘Shalom’, in cui Ida bada agli anziani con grande passione.

Il testo di scorrevole lettura trasporta il lettore negli anni dell’infanzia della scrittrice, con uno stile chiaro ed essenziale. Il discorso indiretto e quello diretto si alternano, cercando di dare forza alla trama. In alcuni casi, la forma dialogata risulta artificiosa rispetto alla pura forma narrativa.
Un elemento importante nella storia di Ida Festa e’ sicuramente la sua forte religiosita’, il suo legame con Dio e la sua fiducia nel prossimo.

Il libro e’ anche una chiave utile per analizzare l’immigrazione avvenuta nel Regno Unito, ben diversa da quella avvenuta in Brasile, Canada e Stati Uniti.
“Qui non ci sono Italiani che hanno fatto molto progresso”, dichiara la signora Ida. “Non c’e’ un forte senso comunitario, che lega gli italiani”.
Questo aspetto, che potrebbe in parte rivelarsi negativo, mette in luce il fatto che gli Italiani si siano assimilati saldamente nella comunita’ anglosassone, non creando un vero e proprio blocco emigrante come e’ successo per altre nazionalita’.

“Pero’ mi sono sposata un italiano, anche se non ne ero innamorata all’epoca. Mi sposai per procura. Con il tempo mi sono innamorata... i miei genitori non avrebbero mai accettato che sposassi uno straniero”.
Altri tempi.
Ed il popolo inglese?
“Gli inglesi mi trattano bene – dice la signora Festa – non ho avuto nessun disturbo. Ho trovato molta brava gente”.

La signora Ida intanto continua a coltivare l’altra sua passione, che e’ quella della scrittura, seguendo il consiglio che molti anni fa le diede il suo maestro (“Ida, un giorno sarai una scrittrice”). E ci rivela che sta scrivendo un altro libro...

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