GIORGIOSTUDIO.co.uk - youtube.com/GIORGIOSTUDIO

home video foto articoli interviste portfolio musicaly forum contatti links chisiamo

 

 

ROBERTO SAVIANO: QUALE SPERANZA PER L'ITALIA?

 

 

Per scaricare l'articolo in PDF clicca sull'icona

 

Per maggiori informazioni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano

 

Roberto Saviano con Stefania Bochicchio dell'Istituto Italiano di Cultura

Di Annalisa Coppolaro

Una conferenza stampa a sopresa, quella che Roberto Saviano ci ha regalato come membri della Foreign Press Association lo scorso 5 marzo. Una serata speciale presso la sede della stessa FPA che, per quanto possa averci raccontato altri segreti e scandali di un’Italia cupa e martoriata dai cartelli criminali, ha anche regalato a tutti noi la voglia di unirci e lottare, per conservare la preziosita’ di un paese fantastico a cui siamo tanto legati nonostante tutto.
Roberto Saviano e Gomorra sono oramai da tempo un caso letterario, sociale e politico nel panorama italiano e non: tutti sappiamo dell’esistenza di Mafia, Camorra, ’Ndrangheta, e Sacra Corona Unita, ma una cosa e’ saperlo, un’altra e’ scoprire quanto le infiltrazioni di questa criminalita’ siano oramai in molti settore della nostra vita, dalla politica alla moda, dalle banche al commercio. In Italia e nel mondo.

Quello che Saviano racconta nelle sue pagine, tradotte ora in inglese e quindi leggibili in universi difformi come quello inglese ed americano, e’ il ritratto di un mondo sinistro di crimini, voti di scambio, favori e vendette, ma quello che ha detto alla FPA e’ stato anche più forte. Il grido di rabbia di un uomo che per primo ha subito, nella sua famiglia, gravi conseguenze solo per essere nato in una regione da secoli martoriata dalla stessa camorra, ed oggi sulle pagine dei giornali mondiali per lo scandalo spazzatura.
“L’emergenza spazzatura e’ esplosa adesso – ha detto Saviano – ma esiste da sempre e non finira’, perche’ e’ un settore troppo importante per la camorra”.
Il business criminalita’ e’ in crescita: si parla di 100 miliardi di euro all’anno di fatturato, “un fatturato piu’ alto di qualsiasi impresa italiana, Fiat , Benetton…”, sottolinea lo scrittore.
E poi si parla di elezioni: Saviano conferma che non si candidera’ alle politiche e poi passa a parlare dell’allarmante minaccia del voto di scambio, cosa oramai indissolubile, secondo Saviano, con ogni nostra elezione.
“Un fenomeno in aumento. Una volta si prometteva un posto di lavoro, poi un master, oggi basta la  promessa del pagamento delle bollette mensili. Basta un telefonino con telecamera: viene dato un telefono prima del voto, poi se nello schermo viene fotografato il voto al partito giusto, il votante se lo puo’ tenere…” , racconta Saviano. Ci guardiamo increduli. E cosa si fa per evitarlo? – domanda Saviano. Una domanda che rimane sospesa nel silenzio.

“In Italia il numero dei morti generati dalle faide negli ultimi due anni supera il numero dei morti in Libano”, comunica Saviano, continuando poi ad elencare dati innegabili, come la presenza della mafia in tutte le regioni d’Italia. E cita l’imprenditore di Parma condannato per camorra, i capitali della camorra arrivati dal sud verso il nord per salvare le ditte in crisi. E poi il discorso si amplia a toccare l’Europa ed il Regno Unito, dove non esistono organizzazioni e leggi antimafia. Saviano si chiede perche’ non vi siano, perche’ nessuno si rende conto che i soldi della mafia e della camorra vengono riciclati in Europa proprio come in Italia.
“In UK  come si sentirebbero quelli che lavorano nella City sapendo che lavorano su capitali della mafia? Ma bisogna stare attenti a non confondere la comunita’ italiana all’estero con la comunita’ mafiosa – sottolinea l’autore di Gomorra. In Europa e’ stata proprio la parte buona della comunita’ italiana a porre un freno alla criminalita’, sia in Germania, che in Spagna, nel Regno Unito, ecc.”.
Poi, Saviano afferma la sua sorpresa nel rendersi conto che in questo Paese “mafioso” è una parola con connotazioni culturali, che diviene un’offesa paragonabile a “nero” o “gay”.
“E mi e’ divenuto chiaro, anche per questo, il motivo per cui i cartelli criminali hanno capito la cultura in UK ed abbiano di conseguenza deciso di portare i loro affari in UK. E’ incredibile che una delle piu’ importanti democrazie del mondo sia cosi’ in ritardo”. I reati per associazione mafiosa non vengono previsti dalla legge in UK. La legge interviene solo quando vi e’ spargimento di sangue.

Saviano poi fa un passo indietro e racconta come la storia della mafia sia cambiata dagli anni ’90 ad oggi, dagli attentati a Falcone e Borsellino. Racconta il ruolo dei pentiti come Brusca e Schiavone, che furono invitati a prender parte agli attentati ma rifiutarono. Ed ecco che spunta una nuova strategia, quella di non apparire sulla stampa, non ammazzare magistrati, ma concentrarsi sulla politica locale. Adesso la mafia odia essere nella stampa, ed agisce in modo differente. Ma Saviano spazia altrove, verso la politica italiana.
“L’errore del centro sinistra e di Prodi e’ stato quello  di considerare la sua parte politica immune da infiltrazioni – aggiunge Saviano – e infatti il governo poi cade sulla questione campana e dei rifiuti, sul modo di affrontare questo problema”. E proprio sui rifiuti Saviano racconta il ruolo chiave dei cartelli criminali in un business davvero vitale per loro. Perche’ vale milioni di euro.

Ma e’ sulla parola, sul potere della parola , che Saviano si sofferma successivamente:
“La mia vicenda mi insegna che non e’ pericoloso chi scrive, bensi’ chi legge. Se il mio libro avesse venduto 10 mila copie, non avrebbe provocato problemi, invece ne ha vendute 750 mila e questo da’ fastidio. La parola e’ pericolosa quando diviene uno strumento. Non si pronuncia la parola cartelli criminali nella mia zona”.

Roberto Saviano affronta poi la tendenza ad una rinascita della spinta religiosa in Italia, e parla di quando Giovanni Paolo II affermo’:” Una civilta’ della morte non puo’ imporsi in un paese come l’Italia”, ma pochi ricordano le sue parole. Passa quindi a narrare della sua ammirazione per un grande prete che venne ammazzato quando Saviano aveva 16 anni, don Peppino Diana. Un prete che, pur non essendo religioso, Saviano apprezzava tanto per il suo coraggio, per omelie come quella dal titolo ”Per amore del mio popolo non tacero’”. E proprio il tacere e’ il maggior alleato della mafia: tante cose non vengono scritte, e processi per mafia come l’importante “Spartacus” non hanno spazio nei giornali. Rimane il compito dei giornalisti coraggiosi parlare di mafia. Fatti come un sindaco bruciato vivo nella sua macchina o un sindacalista ucciso non appaiono nei giornali.

Le domande del pubblico vertono sul coraggio, sulla politica italiana, su Veltroni e su come potra’ riuscire a porsi come alternativa vera al potere di oggi in Italia, una cosa che Saviano vede possibile se Veltroni non avra’ paura di perdere, se sapra’ spezzare il meccanismo del voto di scambio e capira’ che la partita si gioca soprattutto al sud. Un’altra domanda riguarda le speranze che abbiamo in Italia per rompere il meccanismo della criminalita’: “Non sono ottimista ma non dispero – risponde Roberto Saviano. Bisognera’ cambiare le regole economiche, l’Europa dovra’ svegliarsi e capire la presenza della camorra e della mafia, ed allora si potra’ cambiare e combattere contro questi criminali”.

Altri sono i temi che Saviano sfiora, come la perdita di fiducia della gente nei politici che fanno principalmente i loro interessi, il fatto che talvolta gli arresti nella mafia distruggono il monopolio e quindi aiutano in qualche modo le organizzazioni criminali.
E poi, quando gli viene chiesto come descriverebbe la sua scrittura, Saviano sottolinea il ruolo della verita’ nel suo libro. E citando un grande autore, dice di aver voluto creare “un libro con la verita’ del reportage, la leggibilita’ del romanzo e l’indignazione della poesia”. E a giudicare dalla critica e dal pubblico, sembra proprio che ci sia riuscito.

Copyright 2008 GIORGIOSTUDIO Ltd – All rights reserved

 

© 2008 www.giorgiostudio.co.uk - All rights reserved

designed by morena