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CRIMINI: IL NOIR MEDITERRANEO

 

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Di Antonio La Cava

Accattivante, singolare, ambizioso, il progetto che ha legato alcuni dei piu’ famosi scrittori italiani del genere poliziesco nella stesura di un’antologia di racconti gialli, raccolti in un'unica opera, Crimini, che e’ stata poi trasposta in otto film sul piccolo schermo.
Crimini, pubblicato nel 2005 in Italia ed ora tradotto anche in inglese, e’ stato accolto con grande entusiasmo da un pubblico di lettori, affezionati ai diversi scrittori dell’opera: Niccolo’ Ammaniti, Andrea Camilleri, Massimo Parlotto, Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva, Giorgio Faletti, Marcello Fois, Carlo Lucarelli ed Antronio Mancini.
Ogni scrittore ha ambientato le sue storie nella realta’ territoriale in cui vive, dando vita cosi’ ad un percorso peculiare dell’Italia di oggi.

A curare l’edizione di Crimini e’ stato Giancarlo De Cataldo, che e’ anche uno degli autori dei racconti, individuando gli scrittori che al meglio rappresentassero quel genere narrativo, ormai conosciuto come noir italiano.
Ma sulla definizione di noir all’italiana non tutti concordano, intravedendo nella commistione di stile e generi di scrittura diversi una mescolanza priva di unitarieta’, che ha visto un Camilleri piu’ vicino al genere poliziesco accostato a scrittori come Lucarelli e Faletti, piu’ vicini al giallo. Lungi dal proporre etichettature il risultato, che puo’ apparire disomogeneo, mette pero’ in luce un forte elemento coesivo che e’ l’immagine di un’Italia dai colori foschi, e di un’umanita’ imbarbarita che ogni giorno la cronaca nera ci porta alla luce con spietata verita’.
Secondo De Cataldo, il noir all’italiana sarebbe “un modo decisamente originale di raccontare i miti, i riti, gli splendori (pochi) e le miserie (molte) della contemporaneita’”.
Tre sono, come lo stesso curatore De Cataldo afferma nella sua introduzione, i temi portanti dell’antologia: la corruzione, sia materiale che morale, “che spinge al superamento di ogni limite etico”; il tema dello straniero, con il sottobosco della malavita legato ai flussi migratori; ed infine l’ossessione del successo, che “impone di raggiungere la fama ad ogni costo”.

Ad aprire l’antologia il racconto di Ammaniti e Manzini, Sei il mio tesoro, che ha catturato i piu’ appassionati descrivendo le sorti di un chirurgo plastico cocainomane, risultando il piu’ ironico dei nove racconti.
Il registro dell’ironia e lo sberleffo, in effetti, affianca nel corso dei racconti eventi come delitti, indagini, pedinamenti, traffici di droga e di armi.
Fra i racconti spicca senza dubbio quello di Dazieri, L’ultima battuta, la storia di un ex-comico, ex-alcolizzato e proprietario di un bar, che si ritrova ad indagare sull’omicidio dell’uomo che gli porto’ via il successo e l’amore.
Lo stile del romanzo poliziesco, invece, emerge nel racconto di Massimo Carlotto, Morte di un confidente,dove “un ispettore deve indagare su un traffico di droga, tra criminali croati e mafia cinese”.
Il bambino rapito dalla befana, scritto da De Cataldo, racconta la storia di un uomo che, pensando di recuperare i soldi che deve agli strozzini, organizza il sequestro di bambino, dalle conseguenze disastrose. E solo l’aiuto di un extracomunitario lo riuscira’ ad aiutare.

Crimini oltre ad essere un’antologia che raccoglie i racconti dei maggiori giallisti italiani e’ sicuramente un’agghiacciante e veritiera immagine dell’anima nera dell’Italia di oggi.

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