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CHAILLY INCONTRA STRADIVARI

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Per maggiori informazioni:

Proms: www.bbc.co.uk/proms/2007

Royal Albert Hall: www.royalalberthall.com

Riccardo Chailly: www.laverdi.org/italian/Riccardo_Chailly.php

Di Walter Ego

Davvero uno strano incontro tra due grandi artisti italiani e’ quello avvenuto mercoledi’ 5 settembre 2007 al Royal Albert Hall: un tizio di 300 anni ha condiviso il palco con il direttore d’orchestra italiano Riccardo Chailly!
Non si trattava di una mummia dal British Museum, ma ‘soltanto’ una delle incredibili creazioni di uno dei migliori liutai della storia: Antonio Stradivari. L'ultracentennario violino e’ il ‘Sasserno Stradivarius’ del 1717, prestato dalla Nippon Music Foundation e suonato  da Vivian Hagner, talentuosa violinista al suo debutto con i Proms.

Il Prom 69 ha avuto inizio con l’Overture ‘Coriolano’ Op. 62 di Ludwig van Beethoven, che ben descrive i differenti stati d’animo e sentimenti di Gaius Marcius Coriolanus, secondo Plutarco un generale romano vissuto nel 5° secolo A.C. Coriolano fu accusato ingiustamente e bandito da Roma nonostante avesse sconfitto una tribu’ nemica, i Volsci. Pieno di vendetta preparo’ l’attacco dell’urbe con le truppe dei passati nemici ma alla vista delle matrone inviate per convincerlo a ritirare l’attacco, soprattutto perche’ tra queste vi erano sua madra e sua moglie, scoppio’ in lacrime e alla fine si suicido’, sebbene Plutarco racconti un finale diverso. Ma in questo modo Beethoven puo’ illustrare musicalmente tutte le emozioni umani, che Chailly ha interpretato rinforzando l’ombra romantica.

Sempre di Beethoven e’ il secondo pezzo della serata: il Concerto per Violino in Re maggiore, Op. 61. Qui Sasserno Stradivarius, suonato come dicevamo da Vivian Hagner, con il supporto di Riccardo Chailly e della sua orchestra, ha donato agli ascoltatori un esempio di come un solista che esegua uno dei piu’ difficili concerti per violino possa dar vita ad un mix di lirismo e tecnica di livello eccelso.

Sinfonia n. 4 in Re minore, Op. 98 di Brahms ha chiuso la serata. La Quarta Sinfonia e’ da considerare il punto piu’ elevato dell’opera di Brahms, una continua ricerca della via di mezzo fra tradizione e innovazione, tra barocco e romanticismo, e Chailly, con la sua direzione, ha mostrato entrambe le essenze di Brahms.

In effetti la serata ha avuto un post scriptum, un bis: la colorata, veloce e gioisa Academic Festival Overture sempre di Brahms. Un commiato verso un pubbico plaudente che e’ stato effettivamente contento di sognare qualche minuto in piu’...

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