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NEL NOME DEI ROSSELLINI

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Per maggiori informazioni:

Roberto Rossellini: www.robertorossellini.it

Isabella Rossellini: www.imdb.com

BFI: www.bfi.org.uk

Di Antonio La Cava

“Io non cerco di risolvere i problemi del mondo – diceva Roberto Rossellini – sono un uomo del mondo e voglio essere presente”.
Il BFI Southbank ha lanciato a maggio una retrospettiva, della durata di due mesi, dedicata al padre del neorealismo italiano con la proiezione dei suoi piu’ famosi film ed anche di quelli meno noti. Ci sono state diverse altre rassegne dei lavori di Rossellini prima di questa, ma non altrettanto complete poiche’ e’ notoriamente difficile mettere insieme un omaggio esaustivo a causa dei problemi di diritti e stampe. Questa volta, comunque, il BFI ha lavorato in collaborazione con diverse altre organizzazioni – sia in Italia che in altri Paesi – in modo da rendere la rassegna il piu’ completa possibile.

Ad inaugurare la retrospettiva e’ stata il 6 maggio Isabella Rossellini che ha parlato di suo padre e del suo lavoro – oltre che della propria carriera nel mondo del cinema – presentando Mio Padre Ha 100 Anni, un cortometraggio scritto ed interpretato da lei stessa e realizzato con la collaborazione del regista Guy Maddin, in onore del centenario della nascita del regista di capolavori quali Roma Citta’ Aperta.
Nel cortometraggio, che prende ispirazione dal libro Nel Nome del Padre, della Figlia e degli Spiriti Santi – edito in Italia da Contrasto – scritto dalla stessa Rossellini, lei interpreta alcuni personaggi che suo padre ha incontrato: Federico Fellini con cappello e sciarpa, il produttore David O. Selznick – che ha prodotto, tra gli altri, Via col Vento – sua madre Ingrid Bergman negli abiti indossati in Casablanca, Alfred Hitchcock con un grosso pancione e Charlie Chaplin con i classici baffetti.
L’aspetto piu’ originale del corto e’ sicuramente la decisione di Isabella Rossellini di ritrarre il padre soltanto attraverso una grossa pancia che ondeggia e trema. “Quando avevo 3 o 4 anni – ha dichiarato la Rossellini – pensavo che mio padre fosse incinto per via di quella sua grossa pancia. Sono affezionata a quell’immagine perche’ mi ricorda il suo tenero abbraccio, e da quel buffo pancione sono partita per raccontare mio padre: non un documentario – ce ne sono tanti ben fatti sulla mia famiglia – ma un film interiore che raccontasse mio padre come e’ nella mia testa”.
Per quanto riguarda i personaggi scelti per il cortometraggio, Isabella ha dichiarato di aver voluto far dialogare il padre con le persone di cui era amico ma che avevano idee diverse sul cinema: “Papa’ accusava Hitchcock di manipolare il suo pubblico, di Selznick aveva una grande stima come amico ma profonda incompatibilita’ sul cinema. Di Chaplin, invece, conservava una foto con dedica sulla scrivania”.
Il corto ha creato un litigio tra Isabella e sua sorella gemella Ingrid, che e’ docente di letteratura italiana alla Casa Italiana Zerilli-Marimo’ della New York University, e che ha definito il film “dissacrante, offensivo ed opportunistico”. “L'immagine di mio padre non appartiene solo a Isabella, che decide di farne quello che vuole per scopi commerciali o per le sue vocazioni istrioniche”, ha tuonato la studiosa. “Il mio cortometraggio e’ una lettera d'amore a mio padre che sgorga dal cuore”, si e’ difesa Isabella. “Ho sempre avuto l'immagine di me, bambina, sulla pancia di papa’”.
La protagonista di Velluto Blu ha dichiarato anche che suo padre non avrebbe voluto che facesse l’attrice e si senti’ in conflitto interiore quando i fratelli Taviani le proposero di recitare nel film Il Prato. Isabella racconta: “Chiesi consiglio a mia madre che mi disse che visto che mio padre amava i non attori, avrei dovuto fare questo film da non attrice”.

La retrospettiva e’ stata organizzata con la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e Cinecitta’ Holding, e con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura, insieme con il Cinematheque Ontario e il Museum of Modern Art di New York. L’Istituto Italiano di Cultura di Londra ha ospitato, nello stesso periodo, la mostra Nel Nome del Padre, della Figlia e degli Spiriti Santi, con la proiezione del video Mio Padre ha Cento Anni e con una serie di fotografie, immagini e disegni scelti da Isabella e realizzati durante la lavorazione del film.

E’ importante notare che le retrospettive dei piu’ grandi registi italiani non sono rivolte ed apprezzate soltanto dagli appassionati italiani di cinéma d’antan: sebbene parte del pubblico inglese non sempre gradisca film non in lingua inglese – da ricordare che in Gran Bretagna la pratica dei sottotitoli e’ piu’ comune del doppiaggio – secondo Geoff Andrew, Capo della Programmazione dei Film al BFI, e’ probabilmente corretto dire che il cinema italiano e’ uno dei piu’ popolari cinema nazionali per il pubblico britannico, quasi al livello del cinema francese. Infatti, negli ultimi anni, il BFI ha presentato delle rassegne di successo dei lavori di Fellini, Antonioni, Visconti, Pasolini, e altri.
Cinema nel nome dell’Italia.

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