Di Luisa Terzulli
Sarebbe stato infinitamente piu’ gradevole senza tutti gli schiamazzi e gli “I LOVE YOU Paoloooouuuu!!” per tutta la sala, ma quello di Paolo Nutini e’ stato comunque uno spettacolo piacevole. Carling Brixton Academy, 24 e 25 aprile, il cantautore italo-scozzese ha concesso ai suoi affezionati fan due concerti che hanno registrato il tutto esaurito.
Molto piu’ che un viso carino, la sua calda voce e’ gia’ in grado di modularne il canto a dispetto della giovane eta’ e, nonostante un’iniziale apparente timidezza, sa tenere la scena e affrontare le ragazzine urlanti senza lasciarsi distrarre; paragoni con altri grandi del mondo musicale si sono gia’ abbondantemente sprecati.
Non interagisce molto con il pubblico, tradendo cosi’ il suo non essere avvezzo all’esposizione di massa, e si esibisce con una lunga sequenza di brani dal suo ultimo – e primo – album, inframmezzati da cover e reinterpretazioni di canzoni, fra cui Natural Blues di Moby, che ne rivelano gli interessi e le vaste influenze.
Una piacevole sorpresa sono anche i suoi supporter: con la sua chitarra Newton Faulkner da’ prova di sorprendente tecnica ed eclettismo, e si cimenta in una straordinaria coverdi Tear Drop dei Massive Attack, mentre i Ghosts suonano un energetico Brit-Rock con grande sicurezza.
Passando da New Shoes a These Streets, senza dimenticare le piu’ dolci Rewind e Last Request e la tanto acclamata Jenny Don’t Be Hasty, Paolo inanella un successo dietro l’altro. L’impressione e’ quella di assistere a un’esecuzione dal vivo di un best of, con la differenza che questo “best” e’ in realta’ la sua intera produzione! Un repertorio che spazia dalle ballate al folk passando per il pop, melodie orecchiabili e una grande voce sfoderata per un’ora e mezzo, dimostrando di non essere un semplice prodotto da sala d’incisione ma un vero interprete, Paolo puo’ non essere il Van Morrison del nuovo millennio, ma sicuramente merita un pubblico di gran lunga migliore di quello urlante “I want your body!!”.
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