Di Giorgio Di Marzo
Al St Antony’s College di Oxford il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, con il seminario tenuto martedi’ 8 maggio, ha mostrato e dimostrato perche’ egli sia uno dei piu’ apprezzati politici italiani, sia in Italia che all’estero.
Il Ministro D’Alema, in un discorso pregno dei valori piu’ alti che hanno ispirato il Trattato di Roma, ha parlato del futuro dell’Europa dei 27, un futuro che vede dei necessari cambiamenti nelle istituzioni politiche europee – quali l’estensione del voto a maggioranza – cambiamenti che sono la base della legittimazione e dell’efficacia democratica che dovrebbero portare l’Europa ad essere sempre piu’ unita ed a semplificare i processi decisionali.
Al dibattito che ha seguito la lecture il Ministro ha risposto alle domande, poste in inglese anche dagli italiani, in un ottimo inglese – sfoderando intelligenza e ironia – fatto molto apprezzato dal pubblico che presentava un parterre d’eccezione composto da ambasciatori presenti a Londra degli stati dell’Unione Europea, tra i quali l’Ambasciatore italiano Aragona, professori, personalita’ del giornalismo italiano e inglese, e personalita’ della finanza.
Parlando dei rapporti tra l’Unione Europea e gli altri Paesi, D’Alema ha messo in luce come la Turchia sia parte integrante dell’Europa, a livello storico e culturale, e quindi il processo di allargamento dell’UE dovra’ includere la Turchia anche se ovviamente a determinate condizioni; e a chi affermava che anche l’Ucraina facesse parte dell’Europa e quindi domandando quale fosse la posizione europea riguardo un suo ingresso nella UE, il Ministro ha dato una risposta “politica”, affermando che l’Ucraina e’ si’ parte dell’Europa ma una sua eventuale inclusione nella UE, anche se la Russia non ha ufficialmente posto alcun veto, non e’ una priorita’ come quella della Turchia; a proposito di quest’ultima ha confermato come le relazioni con l’Italia siano da sempre ottime, e che in generale le relazioni con i Paesi confinanti con l’Unione Europea non debbano essere del tipo “dentro o fuori” bensi’ di collaborazione, ed in particolare con riguardo ai Paesi dell’ex blocco sovietico la politica della UE consiste nell’aiutarli a portare avanti il processo di ammodernamento e democratizzazione delle istituzioni.
A chi gli ha chiesto un giudizio su Tony Blair, il Ministro D’Alema ha tessuto le lodi del Primo Ministro britannico, riconoscendogli il grande merito di avere rifomato la sinistra europea, ma ha anche ricordato come insieme a Rutelli, ad un incontro con Blair prima del’inizio della guerra in Iraq, avessero ragione quando non si mostrarono ottimisti come il Primo Ministro britannico circa la durata del conflitto.
Riguardo gli USA la posizione dell’Europa non cambia: il grande Paese americano e’ una ovvia e importante controparte dell’Unione Europea, e l’Europa collabora con tutte le amministrazioni americane; D’Alema ha raccontato un aneddoto a proposito degli Stati Uniti: ad un incontro col Presidente Cinese Hu Jintao gli chiese se la Cina fosse preoccupata degli Stati Uniti in relazione al loro quasi monopolio in termini politici ed economici, e la risposta fu che loro non erano affatto preoccupati perche’ tale monopolio, fra trent’anni, si trasformera’ in un duopolio, con la Cina a fare da controparte agli USA.
In circa 90 minuti si e’ quindi delineata la strada che l’Europa sta seguendo e seguira’ nei prossimi anni, una strada che portera’ i singoli Paesi a pesare sempre meno: infatti lo stesso D’Alema ha risposto, a chi gli ha chiesto se avesse preferito un seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per l’Italia o l’UE, che per avere un’Europa piu’ forte sarebbe auspicabile avere un posto per l’Europa. Noi europei, indipendentemente dalla nostra nazionalita’, dovremmo augurarci che il duopolio di cui parlava il presidente cinese sara’ almeno un triopolio...
Tovate un video con alcuni highlights del seminariodel Ministro D’Alema sul nostro sito www.giorgiostudio.co.uk.
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