Di MIchela Centioni
Un sipario rosso apre le porte dello spettacolo del sogno e dell’inconscio allestito all’interno del Victoria and Albert Museum, in una mostra che esplora i rapporti fra Surrealismo e Design.
Il visitatore diventa immediatamente spettatore di fronte al palcoscenico allestito per esporre gli abiti creati da de Chirico per la pièce Le Bal e, quasi senza rendersene conto, attore protagonista in un viaggio lungo vent’anni che si cela dietro questa scena. Come dire, il legame che c’e’ tra l’Avanguardia surrealista e gli oggetti concreti del mondo del design comincia proprio nel luogo dove realta’ e finzione si fondono e si confondono: il Teatro.
La mostra dunque si apre dietro questo palcoscenico, e non davanti ad esso, per indagare l’evoluzione di uno dei movimenti artistici piu’ fecondi del ventesimo secolo il quale, partendo dall’esplorazione del sogno attraverso tecniche di scrittura e di disegno automatiche, non mediate dalla razionalita’, ha investito nel corso degli anni il mondo del teatro, della moda, del design e della pubblicita’.
Questa interazione e la conseguente commercializzazione del fenomeno non venne pero’ vissuta senza polemiche da parte dei puristi del movimento, quali André Breton e Louis Argon, che urlarono allo scandalo di fronte alla creazione di costumi e scenografie di Giorgio de Chirico, André Masson e Joan Miró per i Balletti Russi. “E’ inammissibile che le idee debbano essere alla merce’ del denaro”, scrissero gli artisti francesi in un volantino di protesta. Ma il cambiamento ed il sodalizio perfetto tra le varie forme d’arte era ormai cominciato, e lo dimostrano i costumi che si confondono con le strutture architettoniche di de Chirico per Le Bal di Diaghilev, il linguaggio simbolico della scenografia di Jeux d’Enfants di Miró, volta a rappresentare l’universo maschile e femminile tramite un cono e una sfera, ed il modo in cui Masson ne Les Présages crea uno spazio teatrale astratto ispirato dalla sua traumatica esperienza della Prima Guerra Mondiale.
I surrealisti diventano cosi’ architetti, arredatori d’interni, stilisti, designers, reinventando significati intorno agli oggetti che popolano il mondo sensibile e sperimentando nuovi approcci onirici alla creazione.
Nella sezione della mostra “The Illusory Interior” possiamo ammirare come gli artisti abbiano rivoluzionato l’estetica dell’arredamento d’interno, utilizzando dipinti per affrescare le pareti che evocano sogni domestici e giardini irreali, ispirandosi all’antico e trasformandolo in bizzarro e inusuale, cercando soluzioni creative in perfetto accordo con gli abitanti della casa.
L’interno surrealista e’ colmo di oggetti a dir poco sorprendenti, a partire dal Mae West Lips Sofa, il seducente divano rosa a forma di labbra, affiancato dal Lobster Telephone, un curioso apparecchio telefonico dotato di un’enorme aragosta al posto del ricevitore, entrambi firmati Salvador Dalí, fino alle fantasiose sculture di Alberto Giacometti commissionate dall’arredatore Jean-Michel Frank.
Ogni oggetto comune nelle mani degli artisti diventa straordinario, trasformandosi in altro da se’ e discostandosi dal suo uso ordinario, diventando lo specchio delle contraddizioni che popolano il mondo moderno. Lo spettatore indugia incuriosito di fronte alla Fur Cup, una tazza rivestita di peli, e the Table With Bird’s Legs, un tavolo con gambe di uccello, entrambi di Oppenheim, tavolo posto accanto alla Corset Chair, una sedia a forma di corsetto di Leonor Fini; sorride dinnanzi al Cadeau Audace di Man Ray, un ferro da stiro con enormi chiodi fissati alla base, e ammira gli armadi che nascondono nelle loro ante e nei loro cassetti il cielo, talvolta oscurato da qualche nuvola, come nell’Armoire Surréaliste di Marcel Jean.
Gli abiti di Elsa Schiapparelli ci mostrano quanto agli albori degli anni Quaranta il Surrealismo fosse una miniera inesauribile di idee e suggestioni per il mondo della moda. Intorno al corpo della donna, pensato come una fusione di corpo e anima, erotismo e spiritualita’, l’artista materializza la sua poetica nelle creazioni di moda esposte: Skeleton esalta la figura femminile con la sua linea aderente ed e’ arricchito da applicazioni dello stesso tessuto che seguono la linea dello scheletro, richiamando alla mente l’affascinante topos dell’Eros e Thanatos; la linea morbida di Tear ed il velo etereo che lo completa, invece, tendono a celare le fattezze di chi lo indossa, avvolgendolo in un malinconico mistero.
E’ incredibile notare quanto il Surrealismo abbia influenzato l’estetica moderna del Design: da Dalí a Magritte, da Oppenheim a de Chirico, da Mollino a Man Ray, questa mostra e’ un fantastico viaggio nel mondo di sogni resi concreti dall’arte, perche’ il mondo, come dice Salvador Dalí, “ha bisogno di piu’ fantasia”.
Il video e le foto della mostra sono disponibili sul nostro sito www.giorgiostudio.co.uk.
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