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FRANCESCA GALEAZZI

 

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For further information: www.francescagaleazzi.com

Photo by Francesca Galeazzi.

Di Giorgio Di Marzo

L’artista di questo numero e’ Francesca Galezzi, scultrice e architetto.

Cara Francesca, cos’e’ arte?
Per me arte e’ una necessita’. Sono una persona che si esprime principalmente in maniera visiva, per cui fare arte e’ l’unico modo che conosco per esprimere pienamente me stessa, i miei pensieri e commentare il mondo che mi circonda, sia fisico che mentale.

Parlaci di te e della tua arte.
Io faccio arte, direi, da sempre: fin dall’infanzia mi esprimevo disegnando su qualsiasi superficie trovassi; l’afferrare una matita per disegnare e’ percio’ un approccio istintivo e naturale.
I soggetti del mio lavoro d’artista sono prettamente autobiografici, nel senso che da sempre ho utilizzato le arti visive per descrivere, esprimere e condividere la sfera piu’ personale e intima della mia vita.
Ho studiato ingegneria architettonica perche’ adoro progettare spazi che possano cambiare positivamente la vita delle persone che ne vengono a contatto. In parallelo ho sempre studiato belle arti in botteghe di pittura private italiane, finche’ non mi sono trasferita a Londra nel 2000. Al momento sto studiando per un Master in Belle Arti al Central Saint Martins College of Art and Design di Londra.

Su cosa stai lavorando?
Negli ultimi mesi ho concentrato il mio lavoro sul tema dell’ambiente domestico, di quello spazio reale o immaginario che chiamiamo casa, sul senso di appartenenza ad un dato luogo o a una situazione. In un certo modo, come artista e come persona, sono alla ricerca di punti cardine nella mia vita, di elementi fissi sui quali potermi appoggiare con fiducia, come per poter prendere lo slancio per altre mete piu’ lontane o piu’ ambiziose, sapendo di avere una base solida e familiare a cui tornare.
In parte credo che questa necessita’ di stabilire delle radici sia un fenomeno che contraddistingue chi vive all’estero da tanti anni e che si trova in una costante situazione di sospensione tra due nazioni, due culture, due modi di prendere la vita. Per cui le mie installazioni sul tema dell’appartenenza e della domesticita’ riflettono una ricerca tutta personale.

Coordinare lavoro e arte: qual e’ il compromesso? Perche’ non scegli?
Ritengo che essere un artista e lavorare nel mondo dell’architettura siano due facce della stessa medaglia, due parti integranti e complementari della mia persona, per cui scegliere tra l’una e l’altra sarebbe come privarmi di una parte fondamentale di me stessa. Portare avanti professionalmente entrambe queste attivita’ richiede molta disciplina e dedizione e sicuramente tanta passione! Significa utilizzare gli stimoli che un’attivita’ genera per crearne altri per l’altra, cosi’ che il mio progettare in architettura si riflette nelle mie installazioni e sculture e, allo stesso tempo, il posizionare il mio lavoro di artista nel contesto contemporaneo londinese renda piu’ interessante il mio lavoro di architettura.  Credo che questa dualita’ sia estremamente stimolante; per me significa non dare mai nulla per scontato, per certo, significa cercare continuamente nuovi stimoli e nuovi punti di vista.

Cosa consideri stimolante? Come trovi il tempo per la vita privata?
Stimolante e’ quando si ha il coraggio di mettersi in discussione come artista, ma anche come persona, per creare nuove prospettive. Vuol dire anche porsi volutamente sotto pressione per creare la necessita’ e le condizioni per esprimersi in maniera forte. E’ una sorta di loop senza fine in cui ad ogni stimolo corrisponde una reazione che genera nuovi stimoli e nuove risposte, all’infinito.
Tempo per la vita privata? Non ce n’e’ molto, come dicevo devo essere molto disciplinata con me stessa, fortunatamente il mio compagno e’ un artista e mi supporta in questa mia scelta. Devo ammettere che questo modo di vivere e lavorare mi diverte molto, in fondo creare significa esprimere se stessi ed appagare il proprio ego, per cui e’ un processo che attraverso tanta fatica e disciplina genera felicita’.

Cos’e’, allora, la felicita’?
Credo che la felicita’ sia uno stato d’animo temporaneo, dinamico, in costante evoluzione. Per me significa trovare quel momento in cui le due facce della medaglia si compensano e si supportano, significa sentire di aver posto una solida base su cui proseguire la propria ricerca; forse e’ come intraprendere un viaggio e sentire di aver preso la strada giusta.

Come ti vedi tra 10 anni?
Il mio obiettivo di lungo termine e’ progettare e costruire installazioni su larga scala, simili ad interventi urbani o architettonici, allo scopo di riunire arte e architettura in un percorso di ricerca piu’ affine ad entrambe. Nel prossimo futuro ho in programma la partecipazione ad Act Art 5, un evento di arte contemporanea che si terra’ a Londra l’8 giugno 2007, poi una nuova collettiva il 22 giugno sempre a Londra e la mostra della fine del Master ad agosto: quindi un programma molto intenso, come sempre!

La videointervista con Francesca Galeazzi e’ disponibile sul nostro sito www.giorgiostudio.co.uk.

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