Di Roberta Giaconi
La prima impressione che abbiamo avuto, entrando giovedi’ 8 febbraio all’inaugurazione della galleria Modernground di Rachael Barraclough e, successivamente, a quella della mostra di Mathieu Knippenbergh alla galleria Spectrum London, e’ che l’arte contemporanea stia diventando sempre piu’ eccentrica, settoriale, difficile da capire. Rivolta verso un essenzialismo carico di significati spesso impossibili da decifrare senza una valida spiegazione.
La piccola ed elegante stanza rettangolare della Modernground e’ dominata al centro da una grande scultura di legno ricca di increspature ondulate. In un angolo un lampadario di occhiali si riflette in uno specchio trapezoidale poco distante da una sedia fatta di bastoncini di legno, mentre vicino una tazza da caffe’ – di Pet Stockmans, uno dei piu’ grandi ceramisti belgi – si erge sopra un piedistallo sotto ad un quadro blu attraversato da una scala di fili metallici di Mariske De Gogy. E’ il regno stravagante dell’arte contemporanea in cui si aggirano sudditi entusiasti sulle orme di una regina – la gallerista Rachel Barraclough – sinceramente incantata dalle opere esposte. “E’ semplicemente bellissimo” commenta un signore chiudendo estaticamente gli occhi davanti al Leopoldo de’ Medici in terracotta di Giuseppe Ducrot, uno dei quattro artisti italiani che hanno trovato posto nella galleria. E Rachel, vestita di nero, con i grandi occhi chiari che si muovono senza sosta per la sala, guarda felice la grande opera di Ducrot appesa alla parete, la pesante cornice rossa e il severo busto bianco sporgente al suo interno. “Era un rischio unire in una galleria opere tanto diverse. Prendiamo Ducrot, con il suo lavoro barocco e scultoreo. In Italia non credono neanche che sia un contemporaneo, e a Londra ha ottenuto un grande successo”. Un analogo entusiasmo Rachel mostra per l’opera di un altro italiano, Cristiano Bianchin [potete vedere la videointervista fatta alla London Art Fair sul nostro sito – NdR] esposta in un angolo della galleria. Si tratta di un nido, abitato da piccoli cilindri di vetro variegato. “Si chiama crochette ed e’ il lavoro preferito da Bianchin. Rappresenta la vita e l’attesa della crescita” spiega la gallerista. Agli angoli opposti della sala sono invece esibite le opere di altri due artisti italiani: i cuscini di vetro di Laura de Santillana e un vaso blu di Massimo Micheluzzi. “Entrambi sono esperti nella lavorazione del vetro: Laura De Santillana crea grandi pezzi di vetro, dando vita a opere semplici, ma dai colori molto intensi, mentre il vaso di Massimo Micheluzzi fa parte della mia collezione privata e mi ha attirato per il suo bellissimo colore” conclude Rachael.
Molto diversa e’ invece l’esposizione Stranger among strangers dell’artista Mathieu Knippenbergh alla Spectrum London, galleria diretta dall’italiana Laura Petrillo. Il lungo ingresso della galleria, occupato da un’imponente composizione di ossa, ci introduce in un paradiso perduto, condannato dalla desolazione della vita contemporanea. Alle pareti foto di uomini ricoperti di mosche incorniciano le sculture dell’artista presenti in sala e composte principalmente con ossa e fango secco. Sono opere dal forte impatto visivo che spingono l’osservatore alla riflessione, come nel caso della figura scarna e quasi macabra che riecheggia Il Pensatore di Rodin dove un uomo nudo, coperto di mosche, siede pensoso, con il volto appoggiato alla mano. “I miei lavori parlano della vulnerabilita’ e della vanita’ dell’esistenza terrena” dice l’artista, reduce da un soggiorno in Nuova Guinea. “Passando vari mesi con gli Asmat [popolazione che vive in Papua Ovest e famosa per le sue produzioni artigianali in legno intagliato. La zona e’ stata raggiunta solo recentemente dalla civilta’ moderna a causa della protezione delle montagne e del mare – NdR] ho potuto vedere e testimoniare la lotta quotidiana di un popolo primitivo legato ancora ai riti affascinanti di un mondo mitologico e spirituale”.
Tra condanna del presente e mistica interpretazione degli oggetti di uso quotidiano, l’arte contemporanea trova quindi il suo spazio a Londra in queste due nuove esposizioni. Per la gioia e l’estatica adorazione degli appassionati.
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