Di Giorgio Di Marzo
Due importanti mostre a Londra hanno messo in luce due fra i piu’ interessanti artisti italiani della scena contemporanea: Massimo Pulini e Alessandro Kokocinski.
I lavori di Pulini sono stati al centro del programma Massimo Pulini, Diacromie all’Istituto Italiano di Culturadal 19 ottobre al 29 novembre – che ha visto come curatori Sir Dennis Mahon, il piu’ grande studioso del ’600 italiano, e la D.ssa Rossana Pittelli, Art Expert dell’Istituto. 15 tra le piu’ recenti opere di Massimo sono state esposte insieme a 5 dipinti di Maestri del Seicento: La Maddalena di Ficherelli, un Autoritratto attribuito al Bernini, San Andrea del Guercino, Galatea di Cantofoli, Elena del Sacchi.
Due esposizioni in contemporanea – Inferno in Heaven all’Istituto Italiano di Cultura dal 7 dicembre e curata dalla D.ssa Rossana Pittelli, e Paradise in Hell alla galleria d’arte Spectrum London dall’8 dicembre e curata da Laura Petrillo – rendono invece omaggio a Kokocinski. La mostra ha visto la partecipazione, fra gli altri, dell’Ambasciatore Italiano a Londra Giancarlo Aragona, dell’Ambasciatore Argentino a Londra Federico Mirre’ e di Pino Purificato, figlio del grande Domenico. Le esposizioni mostrano una serie di dipinti su tela e carta e pannelli decorativi.
Non solo artista ma anche grande studioso del ’600, Pulini fa rivivere il passato nelle sue opere, reinventandolo, rendendolo oggetto di riflessione e sperimentazione di colori accesi e smalti brillanti. Quasi uno studio sistematico e scientifico, alla ricerca della ragione stessa nascosta nella profondita’ dell’immagine e del colore. I suoi visionari dipinti investigano in profondita’, denudando del superfluo e trasfigurando i canoni della raffigurazione, in una sorta di lotta ai limiti spazio-temporali che ha visto il pubblico presente numeroso all’Istituto quasi magicamente attratto dall’originale mescolanza di colori delle opere di Pulini.
Nei dipinti di Kokocinski magia, sogno e teatro si fondono tingendosi di soprannaturale, con spesse pennellate di colore e lampi di luce. I temi narrati da Kokocinski sono gli elementi che determinano la dialettica della vita: l’angoscia e la passione, la stanchezza e la bellezza, la malignita’ e l’amore.
I dipinti sono impregnati del background multiculturale dell’artista, onorevole e onerosa eredita’, di un viaggio che dalle radici ripercorre Europa e America Latina e che prepotente regna sulla forza visionaria del suo lavoro, sull’immediato realismo tracciato da una vita vissuta intensamente e raccontata per mezzo di tele e colori che ha attratta un pubblico internazionale, proprio come internazionale e’ l’arte di Kokocinski.
Due artisti molto diversi nell’impatto visivo, due linguaggi diversi ma per esprimere lo stesso messaggio: la ricerca di qualcosa in piu’, il costante non accontentarsi dei canoni espressivi e una vita dedicata all’arte e, soprattutto, alla vita stessa.
Abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Pino Purificato alla Spectrum Gallery. Pino si definisce Mercante d’Arte in senso rinascimentale, cioe’ da intendersi come colui che ricerca costantemente nuovi artisti e diverse modalita’ di promozione degli stessi e della loro crescita. Per il Presidente della “Fondazione Domenico Purificato” il mercato italiano dell’arte e’ bloccato, soprattutto perche’ spesso il merito non e’ l’unico metro di giudizio: vi e’ molta lottizzazione, anche da parte delle fiere d’arte, della critica e dei giornali. Un altro problema e’ la mancanza di una vera e propria politica che aiuti i giovani anche ad essere conosciuti all’estero e che quindi conduce un’immagine un po’ distorta dell’Italia che sembra essere la patria di grandi artisti del passato ma non del presente, quindi mostre come quella di Kokocinski aiutano sicuramente a far vedere come l’Italia sia una terra che continua a dare ancora tanto all’arte.
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