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STEFANO BENNI INCONTRA
JONATHAN COE

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Stefano Benni.

Di Walter Ego

In occasione del lancio in Inghilterra del suo ultimo libro Margherita Dolce Vita (Europa Editions 2006), Stefano Benni, uno dei piu’  conosciuti ed amati autori italiani della sua generazione, ha incontrato all’Istituto Italiano di Cultura Jonathan Coe, il cui ultimo libro e’ The Closed Circle (Penguin Paperback 2005).
E cosa succede quando due grandi autori si incontrano a discutere della loro vita e delle loro opere? Ne esce un gustoso mix di tragica profondita’ e ironica leggerezza che ha coinvolto il numeroso pubblico presente facendolo riflettere e sorridere.

L’incontro, “arbitrato” da Enrico Franceschini – corrispondente a Londra del quotidiano italiano La Repubblica – ha visto un solo vincitore: la cultura! Di particolare effetto, a mio parere, e’ stato il modo in cui i nostri “duellanti” hanno raccontato il loro differente approccio ai mezzi di scrittura: Stefano preferisce scrivere gli articoli direttamente al computer, mentre per i libri e’ ancora innamorato della vecchia macchina da scrivere, che in un epoca in cui tutto deve essere fast ti permette di rallentare e forse pensare di piu’ perche’ per cancellare una parola devi levare il voglio, strapparlo, metterne un’altro e riscrivere tutto... Jonathan, invece, e’ un “drogato” del computer ed ha raccontato come una volta si sia trovato a pensare che non poteva scrivere nulla senza il suo laptop solo per realizzare dopo qualche secondo, con un po’ di imbarazzo per se’ stesso, che con una penna ed un foglio di carta si puo’ ancora creare... ma mentre il nostro Stefano ritiene, e forse spera, che i libri, con la loro materialita’, resteranno per sempre, Jonathan gia’ pensa al futuro, al libro digitale, un supporto che ti permettera’ di avere tutti i libri che vuoi, tutta la cultura, in un medium attraente quanto un libro ma non altrettanto limitativo.
Viene in mente il dualismo slow food di italiche origini contro il fast food che qui in albione sembra farla da padrone, ma almeno in questo caso i differenti approcci producono entrambi un prodotto di qualita’ sopraffina.
Il numeroso pubblico presente in sala ha gradito lo scontro-incontro verbale, partecipando con alcune domande equamente divise fra i due autori, e che ha alla fine messo in luce come si siano presentati due modi diversi di affrontare l’arte dello scrivere, ma con un unico filo conduttore: la qualita’.

Abbiamo avuto il piacere di leggere una copia in inglese di Margherita Dolce Vita. La storia si svolge in una non ben identificata periferia di una citta’ del norditalia, dove la tranquillita’ rurale della vita di una famiglia e’ rotta dall’arrivo di nuovi vicini – e della loro strana casa – che sembrano usciti dalla copertina di un giornale patinato: ricchi, belli, perfetti... forse troppo. Quasi tutti rimangono ammaliati dal modo di fare e soprattutto di apparire dei nuovi vicini: il padre di Margherita dalla sua controparte, uomo d’affari di successo. Ma quali affari? La madre di Margherita dalla signora, che sembra uscita dalla sua telenovela preferita. L’iperormonico figlio maggiore, fratello di Margherita, si innamora della tantobella-quantostupida figlia dei vicini. Solo tre persone sembrano immuni dall’incantesimo: il pazzoide vecchio nonno, presto vittima di uno strano incidente, il genialoide fratello minore di Margherita, tenuto a bada dai vicini con gli ultimi videogames, e la protagonista Margherita Dolce Vita, una ragazza intelligente e sognatrice, l’unica che cerchera’ davvero di scoprire cosa accade dentro l’enorme cubo nero dove abitano i vicini.
Stefano Benni ci fa prendere per mano dalla protagonista, che pagina dopo pagina ci accompagna in questo viaggio verso la ricerca di una scomoda e pericolosa verita’. Un viaggio sul filo dell’ironia che fara’ spesso ridere il lettore, e fara’ conoscere alla nostra protagonista l’amore, la paura, il dolore e la verita’.

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