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AT HOME IN
RENAISSANCE ITALY

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Di Giulia Graziano

Dal 5 ottobre 2006 al 7 gennaio 2007 il Victoria & Albert Museum ospita la mostra intitolata At home in Renaissance Italy che abbiamo visitato avendo il piacere di essere guidati dalle curatrici Marta Ajmar Wollheim e Flora Dennis. Come ci hanno spiegato, l’obiettivo della mostra e’ quello di stabilire un contatto con la realta’ quotidiana e domestica dell’eta’ rinascimentale, un aspetto che e’ stato storicamente messo in ombra a favore delle grandi opere d’arte del periodo. Nel tentativo di svelare i dettagli della vita quotidiana attraverso gli oggetti di uso comune e le opere d’arte destinate alla casa, la mostra intende descrivere l’importanza dello spazio domestico e del tempo trascorso al suo interno in epoca rinascimentale. Cio’ e’ possibile, secondo le curatrici, solo attraverso la ricostruzione di quelli che erano i piccoli gesti o “riti” del quotidiano, e attraverso la corretta disposizione degli oggetti nello spazio.

La mostra e’ quindi pensata come una visita all’interno di una casa signorile rinascimentale e delle camere piu’ importanti nella vita di una famiglia: la sala, dove si accoglievano gli ospiti e si svolgevano pranzi e feste; la cucina, che era lo spazio piu’ vissuto e in cui lavorava incessantemente la servitu’; la camera da letto, che era il luogo di eventi simbolicamente importanti come la nascita e la morte e che rappresentava la continuita’ del casato; e infine lo scrittoio o studio, uno spazio prettamente maschile riservato non solo alla lettura e alla scrittura come momenti di svago, ma anche agli affari. Di ogni camera sono state ricostruite due versioni che rispecchiano rispettivamente lo stile toscano e quello veneto che durante il Rinascimento rappresentarono le due piu’ importanti influenze in campo artistico e decorativo in Europa.

La modalita’ frammentaria con cui mobili, dipinti e arazzi sono disposti all’interno della mostra e’ stata voluta dalle curatrici, che in questo modo intendono rivelare le difficolta’ incontrate nel recupero di oggetti originali del tempo appartenuti a famiglie signorili toscane e venete. Lo stile rinascimentale, infatti, ebbe tale influenza sui secoli successivi che molte furono le copie ad esso ispirate che sostituirono nel tempo i pezzi originali del mobilio signorile.

La disposizione degli oggetti nelle sale, inoltre, e’ tale da farci apprezzare una forte presenza artistica anche in oggetti di uso comune come piatti, posate, brocche, lenzuola, specchi, vasi, libri, tappeti e arazzi. Nelle case del Rinascimento cominciano ad apparire gli oggetti di uso comune che ancora oggi sono presenti nelle nostre case, ma il rapporto fra funzionalita’ e arte e’ ancora molto stretto. Nel Rinascimento, infatti, ancora non si e’ operata una separazione netta fra arte decorativa per gli spazi privati e belle arti per gli spazi pubblici. Parallelamente e’ quindi necessario ripensare la relazione fra spazi domestici e spazi pubblici: oggigiorno e’ normale pensare alla casa come allo spazio privato in cui ci ritiriamo lontano dagli eventi politici e sociali dello spazio pubblico, mentre in realta’ i due mondi sono strettamente connessi, e nel Rinascimento questo scambio e’ costantemente sottolineato dall’arte.

L’arte non ha solo un significato e una funzione estetica: Flora Dennis ci tiene a sottolineare che l’obiettivo della mostra e’ proprio quello di portare alla luce il significato contestuale dell’arte.
L’arte fa parte della casa, e ha in questo spazio delle funzioni specifiche che vanno oltre una funzione semplicemente decorativa. L’arte nello spazio domestico rinascimentale svolge innanzitutto una funzione di indicatore sociale: e’ un simbolo di status in quanto riflette la continuita’ del casato nello spazio e nel tempo. L’arte poi, soprattutto nel caso delle immagini religiose, ha anche una funzione votiva e di protezione. Il rito religioso, la preghiera sono atti privati, ma di tutti i giorni: ogni ora ha la sua preghiera, ogni evento (nascita, morte, matrimonio) il suo rito. E’ quindi solo attraverso la corretta disposizione nello spazio di questi oggetti che e’ possibile capirne il significato e il valore nel loro contesto originario. Cosi’ il busto di Giovanni Battista originariamente conservato in Palazzo Girolami a Firenze su un semplice piedistallo, rivela la sua vera natura, il suo vero sguardo, solo quando viene posto sul ripiano piu’ alto della fontana a muro della sala toscana: il suo sguardo da introverso e corrucciato, si apre rivelando un’espressione benevola e sorridente.

Osservare l’arte nel suo contesto è fondamentale per capirne il significato profondo” ci spiega Flora Dennis. Ricostruirne il contesto vuol dire determinare il ruolo dell’oggetto nello spazio e nel tempo. Il busto di Giovanni Battista era un tempo posto in alto, nella sala di ricevimento della casa – osserva Flora Dennis – e questo ci fa capire la sua funzione protettiva nel tempo nei confronti della famiglia che era a lui devota. Ancora, il fatto che la camera da letto fosse uno spazio riservato alla famiglia e aperto a pochi intimi solo in occasioni quali nascita o morte, rivela che quello spazio, e in particolare il letto nuziale, e’ un punto fondamentale di connessione fra passato e presente: ha il ruolo di rappresentare la continuita’ della famiglia nel tempo.

La mostra rispetta in pieno lo spirito con cui l’arte veniva concepita nel Rinascimento perche’ opera uno spostamento dell’attenzione dal perche’ degli oggetti, al loro come. Sono infatti i processi, le modalità attraverso i quali viviamo il nostro tempo e il nostro spazio che rivelano in ultimo luogo chi siamo ed il vero significato delle nostre azioni.

La mostra, davvero una fra le piu’ belle riguardanti l’Italia, e’ stata anche visitata dal Presidente Giorgio Napolitano durante la sua visita a Londra.

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