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FRIEZE ART vs SCOPE vs AAF

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Per informazioni sulle edizioni appena conclusesi e su quelle future:

Frieze: www.friezeartfair.co.uk

Scope London: www.scope-art.com

The Affordable Art Fair:
www.affordableartfair.com

Di Luisa Terzulli

Nella seconda settimana di ottobre il mondo dell’arte londinese sembrava impazzito: numerosi eventi ed iniziative concentrati in pochi giorni. Ok, ok, non e’ che a Londra solitamente non succeda niente, ma perche’ due fiere d’arte come la Frieze Art Fair e Scope Art London sono state programmate esattamente nello stesso periodo, entrambe dal 12 al 15 ottobre?!
E allora noi siamo andati a vedere, perche’ la tentazione di trovare una risposta e’ troppo forte, e anche perche’ le gallerie italiane non mancavano da nessuna delle due parti. Dunque cos’e’, concorrenza? O semplicemente si rivolgono ognuna ad un pubblico diverso?
La prima cosa che colpisce di Frieze Art, prima ancora di entrarvi, sono le dimensioni: tutto e’ enorme, e c’e’ una sorta di parco delle sculture allestito all’interno di Regent’s Park. Ci si guarda intorno e ci sono alberi che portano i jeans, conigli giganti, un kajak infilzato in una montagnola di terra, un incendio di plexiglass… l’idea di trascorrere tutta la giornata nel parco fra questi due conigli obesi alti due volte me non mi dispiace, ma forse e’ il caso di andare a vedere cosa c’e’ nel tendone allestito a pochi passi. Ancora una volta, e’ l’esagerazione a colpire. Il tendone e’ grandissimo, le code per entrare sono lunghe, anche le persone sembrano tutte alte. Entriamo, e dopo due passi anche la temperatura raggiunge livelli esagerati, ne facciamo altri due e ci imbattiamo in Claudia Schiffer. All’interno ogni galleria gode di ampio spazio, ed e’ tutto un tripudio di forme, colori, e prezzi – neanche a dirlo – esorbitanti.
Sono state numerosissime – tutto era -issimo da Frieze – le gallerie che hanno partecipato accorrendo da tutto il mondo, e particolarmente forte e’ stata la presenza tedesca e americana. Anche gli italiani erano presenti in numero discreto, e abbiamo naturalmente visitato i loro spazi espositivi e scambiato due parole. Molto interessante e’ stata soprattutto la Galleria Francesca Kaufmann di Milano, nelle cui opere in mostra si alternano giochi di colore, di materiali e sovrapposizioni, mentre appartiene alla Galleria Franco Noero di Torino il lavoro selezionato dal Frieze Art Special Acquisition Fund 2006 per essere esposto alla Tate Modern.
Notevole anche l’affluenza di pubblico, per una fiera tutta giocata sul grande, sul tanto, sul super e sul top (non solo nel senso della presenza di Claudia Schiffer e Kate Moss).

Scope Art London, invece, si e’ immediatamente presentata quale l’esatto contrario di Frieze: “confinata” negli spazi della Old Truman Brewery, tutto e’ all’insegna del dettaglio, del piccolo, anche i prezzi sono piu’ contenuti e gli artisti meno affermati. Eppure, per certi versi, si rivela essere piu’ interessante e anche piu’ sorprendente nonostante l’assenza di maestosita’ e il carattere di gran lunga meno esclusivo. Forse proprio per questo le opere in esposizione conservano quella sorta di incosciente freschezza di chi e’ ancora agli inizi, o semplicemente non e’ ancora approdato alle fiere degli -issimi. E’ dunque interessante vedere come un evento dotato forse di mezzi minori riesca a dar vita a un ambiente piu’ raccolto, in cui e’ possibile dilatare il tempo e dedicare maggiore attenzione a tutti, spiegare, ascoltare, raccontare. Ed e’ cosi’ che abbiamo incontrato Giampaolo Paci, titolare della Galleria Paci Arte di Brescia, che ci ha spiegato lo studio, la ricerca e il lavoro che si cela dietro le opere degli artisti che ha portato a Londra: Paola Pansini, Paolo Conti e Nicola Evangelisti. Giovanni Bonelli della Bonelli Arte Contemporanea di Mantova, invece, ci ha parlato del suo progetto BonelliLab appena inaugurato: un vero e proprio laboratorio per giovani artisti nella campagna mantovana, un po’ alla stregua di Fabrica e Sterpaia, i centri creativi ideati e fondati da Oliviero Toscani.
Anche qui e’ interessante notare la prevalenza di gallerie americane e tedesche, come la TZR Galerie di Düsseldorf, il cui titolare Kai Brückner ci ha parlato della sua attivita’, dell’importanza di esporre a Londra e delle particolarissime opere dei suoi artisti.

Se poi guardiamo al di la’ di queste due fiere, di Frieze e Scope, a distanza di una settimana esatta – dal 19 al 22 ottobre – ha seguito a ruota la “sorellina minore”, la Affordable Art Fair, tenutasi nella splendida cornice di Battersea Park. “Sorella minore” quanto all’atteggiamento sicuramente piu’ scanzonato, informale e rilassato dell’intero evento, e prezzi al di sotto dei £3.000: il concetto sottolineato e’ appunto che l’arte puo’ essere popolare, puo’ entrare nelle case e non soltanto nei musei che possono permettersi cifre elevate.
Unica galleria italiana qui presente era la Gagliardi Gallery che, nonostante sia stata fondata e abbia sede a Londra, presenta nel suo ventaglio di artisti anche molti italiani. Una piacevole sorpresa e’ stata inoltre scoprire fra i vari espositori una galleria che si chiama proprio come il nostro giornale!: la StART SPACE, del brasiliano Eduardo Sant’Anna, che vanta nel proprio portfolio estrose creazioni, quali i reggiseni di carta realizzati da Sarah Hall.

Che dire? Alla fine della fiera (o sarebbe meglio delle fiere?) – come si suol dire – Frieze Art, Scope London e Affordable Art Fair hanno sfoggiato ciascuna qualita’ differenti e sarebbe quasi impossibile stilare una classifica delle tre: troppo diverse l’una dall’altra, ed e’ questa un’ulteriore prova dell’impossibilita’ di categorizzare l’arte, di etichettarla e riporla in comparti stagni. Queste fiere, con le loro peculiarita’ e caratteristiche, ce lo hanno dimostrato ancora una volta.

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