Di Giulia Graziano
Il 13 ottobre la Red Gate Gallery di Coldharbour Lane ha aperto le porte ai visitatori per l’inaugurazione della mostra di Crystal Fischetti, una giovane artista di padre italiano e madre colombiana. Crystal e’ qui per introdurci alla sua prima produzione di arte astratta. Il medium attraverso il quale si esprime e’ la pittura, colori e tele come dice lei. Eppure quando le chiediamo che cos’e’ l’arte per lei, Crystal non ha dubbi:
“L’arte non e’ veramente fatta di tele e pittura, l’arte e’ vita. L’arte e’ come creare un bambino, l’arte e’ come la nascita, l’arte e’ amore. Ma per me in questo medium, l’arte e’ tele, l’arte e’ colori, l’arte e’ espressione. E’ anche mettere in crisi i discorsi che nella storia dell’arte sono stati sviluppati intorno a canoni maschili di espressione; per me creare arte vuol dire anche mettere in discussione questi canoni e cambiarli. La mia arte vuole anche essere una conversazione con i critici, con altri artisti, con il pubblico, con uomini, donne e bambini su questi temi. L’arte imita la vita, ma non e’ solo questo. L’arte e’ vita”.
Dipingere per Crystal e’ parallelo a scrivere poesie: sono due modi di esprimere “emozioni e sentimenti”. E’ possibile dire che come le parole possono “dipingere” immagini, cosi’ i colori possono “raccontare, descrivere” una storia. La pittura di Crystal puo’ essere descritta come “poesia visuale”, anche perche’ molto spesso traduce le sue poesie, o quelle scritte da altri, nei suoi dipinti. Questo e’ per esempio il caso di Anon, ispirato alla poesia di Carol-Anne Duffy, scrittrice femminista contemporanea. Dipingere per Crystal e’ anche una performance, e’ un mettere in atto i sentimenti del momento, siano questi sentimenti di rabbia, ribellione, amore, gratitudine o riconciliazione. Per Crystal dipingere e’ mettere in atto la propria storia, quella del viaggio attraverso la conoscenza di se’, come essere umano, come artista, come donna; come dice lei “come un’essere-donna-artista”.
Perche’ senti di doverti esprimere prima di tutto in quanto donna, piuttosto che come umano?
Perche’ sento il bisogno costante, in quanto donna, in quanto donna artista, di creare un nuovo canone artistico. Ci sono cosi’ tanti canoni maschili nella storia dell’arte che ho studiato e imparato durante i miei studi, e voglio semplicemente contribuire a cambiare tutto questo. Inoltre per me e’ molto importante fare un discorso circa la natura della donna, in quanto condizione di una collettivita’.
Pensi che la natura della donna sia una condizione universale?
Si’, assolutamente. Ma ci tengo a precisare che questo mio discorso non ha niente di un discorso femminista. Non si tratta di un discorso contro gli uomini. Per niente. Amo gli uomini, la connessione fra padre e figlia, con un fratello, con un partner. Ma la dimensione femminile e’ fondamentale ed e’ spesso stata trascurata. La maternita’ per esempio, il concetto di una madre natura, perche’ non si parla di padre natura? E’ la natura che crea, che ha dato origine a tutti gli esseri, al genere umano. E’ tutto cominciato con un essere femminile.
Credi che conoscere te stessa come donna sia l’ultimo passo verso la conoscenza di se’?
Si’, e’ conoscere me stessa come un essere umano donna, ma e’ anche capire l’estremo potere intrinseco all’essere donna. Ed e’ importante diffondere questa concezione a tutti, in contesti diversi, non solo in contesti per cosi’ dire moderni, ma anche tradizionali, ma ci tengo a precisare che non mi ritengo una femminista.
Vuoi dire che alla base della tua arte non c’e’ conflitto, e’ una cosa tua, la tua forma personale di espressione?
Si’, assolutamente.
Ognuno dei quadri di Crystal e’ un lavoro che cattura e colpisce l’atto visivo. La giovane artista usa tecniche pittoriche che definirei ribelli come risposta a secoli di arte dominata da canoni maschili. In particolare Crystal si ispira a Helen Franken Thaylor, pittrice di arte astratta degli anni ’70 e alla sua tecnica pittorica soaked and stained. Questa tecnica si basa sul dipingere la tela senza prima stendere una base bianca, il che suggerisce una modalita’ pittorica piu’ organica e istintiva, libera da ogni costrizione creata da canoni artistici standard sintetizzati nella storia dell’arte. In linea con la tendenza di Franken Thaylor, Crystal costruisce le sue cornici e vi monta le tele, mischia diversi tipi di colori ad olio e ad acqua nello stesso dipinto, e non esita a spruzzare il caffe’ o il te’ rimasto nella sua tazza sulla tela: in pratica tutto cio’ che e’ una sostanza liquida, apiccicosa e colorata puo' essere usato nei suoi quadri. La sua arte e’ forte e istintiva, ma Crystal spesso torna sulle sue tele, a volte dopo lunghi periodi di tempo, cosa che lei descrive come un processo spesso frustrante: un mix fra un parto e una lotta psicologica. Quando le viene chiesto di spiegare i suoi quadri, Crystal non puo’ evitare di dare una descrizione introspettiva dei momenti in cui le sue opere sono nate, e spesso questo include raccontare la giornata, e i suoi sentimenti personali al momento della creazione.
Arrabiata No More, per esempio, e’ stato dipinto in un momento di rabbia, ma il risultato del lavoro non fu riconciliante o liberatorio; al contrario fu una esperienza frustrante. Dopo pochi mesi, tuttavia, Crystal nota le tracce lasciare dalla pittura sul retro della tela: decide cosi’ di montare la tela al contrario e di dipingere su quelle tracce. Alla fine non era piu’ arrabiata, bensi’ più consapevole e piu’ libera. Una storia simile circonda il dipinto Invading Presence, che si riferisce appunto alla presenza del quadro stesso, che e’ stato appogiato contro il muro dello studio di Crystal per vari mesi, ricordandole costantemente del suo lavoro non finito, incompleto e insoddisfacente. Crystal ci e’ tornata sopra parecchie volte, coprendo frustrazioni vecchie con nuove, liberandosi lentamente di queste sensazione pesanti e chiudendo il quadro con dei forti tratti di pittura rossa nella forma di un sesso femminile. Un potente simbolo di riconoscimento che essere una donna, una donna artista, puo’ essere doloroso, ma anche la vita puo’ essere dolorosa. E solo l’accettazione totale della nostra condizione presente puo’ spingerci in avanti.
Nel quadro Connection, Crystal ha invece giocato su una performance satirica e ribelle contro la pittura di linee forti e mascoline e di colori scuri di Robert Motherwell, un pittore astrattista americano degli anni ’70.
“Adoro questo lavoro. Ho giocato intorno all’idea di essere mascolina per un giorno… ho pensato: “mi metto i jeans, dipingo linee dritte... mi travesto da ragazzo... se lo fa Robert Motherwell perche’ non posso farlo pure io?” Il quadro ha anche un altro significato pero’, un significato strettamente personale e non comunica per forza ribellione. Si tratta di connettere il mio io presente con la luce, la parte gialla che si sviluppa sulla destra della tela, che altro non e’ che una rappresentazione di me. Di quello che voglio fare e soprattutto essere, e del mio vero potenziale. E’ una rappresentazione delle difficolta’ del crescere e del conoscere me stessa, e realizzare che il vivere queste difficoltà ed esserne consapevoli gia’ ci connette alla nostra illuminazione, alla nostra natura perfetta”.
Gli altri stupendi lavori di Crystal in mostra alla Red Gate Gallery, come Euphoric Explosion, Anon, Be mine e molti altri, riflettono il fatto che Crystal non e’ solo una giovane donna artista ribelle e arrabiata. Questi sono solo alcuni aspetti della sua natura controbilanciati da sentimenti di contemplazione, gratitudine, euforia e amore per gli altri e soprattutto per gli uomini. Gli uomini controbilanciano l’esperienza di una donna, e Crystal esprime chiaramente questo punto. Non possiamo non apprezzare la chiarezza e la determinazione con cui Crystal, come giovane artista, tira fuori i suoi sentimenti e li trasforma in arte. L’arte e’ vita dice, e per lei questo si esplica nel fatto che sia l’arte che la vita sono entrambe processi di apprendimento e scoperta verso l’evoluzione.
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