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UN SAFARI DIVERSO:
AIDSAFARI

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Di Giorgio Di Marzo

“La vita e’ ancora un grande viaggio per me, ricco di miracoli e sorprese. Riesco a camminare meglio ora, ma so che posso attraversare l’intero universo senza fare un passo. Ci sono 747 nella mia mente che aspettano di prendere il volo. Il mio bagaglio e’ pronto, pieno di preziose memorie e frammenti di saggezza ed esperienza, e sono qui pronto per una nuova avventura”.
Queste sono le parole che chiudono il libro di Adam Levin AIDSAFARI, un libro che come suggerisce il titolo tratta di un viaggio infatti, ma un viaggio unico, pericoloso e per certi versi illuminante che e’ il suo viaggio dentro se’ stesso insieme ad uno strano compagno di viaggio che restera’ con lui per sempre: l’AIDS. Adam e’ un novello Ulisse che un giorno si ritrova ad affrontare la piu’ difficile sfida della sua vita, questo viaggio dell’anima e nell’anima che lo portera’ verso un mondo sconosciuto ai piu’, e che soprattutto i piu’ non vogliono conoscere: il mondo del dolore e della sofferenza, ma anche della speranza e della lotta quotidiana, della gioia e degli affetti familiari ritrovati, della felicita’ che solo le piccole cose riescono a dare.

Come ogni grande viaggiatore sa, non importa da dove si parte e dove si arriva ma importa la strada che si fa: e Adam ne ha fatta tanta di strada nonostante l’AIDS, con l’aiuto di alcuni compagni – i suoi cari genitori, i suoi migliori amici – che hanno deciso di affiancarlo in questo viaggio e che non l’hanno lasciato mai solo aiutandolo, dopo due lunghi anni, a vedere forse la fine di questo percorso interiore che gli permette ora di ricominciare a vivere una nuova vita, migliore della precedente anche se perennemente in compagnia di Mr AIDS, ora volente o nolente il suo miglior amico.
E infatti, strano per quanto possa sembrare, l’AIDS ha cambiato la vita di Adam in meglio per certi versi, aprendogli gli occhi cosicche’ lui ha finalmente capito cosa importa davvero nella vita. E cosi’ si trova a scrivere:
“Penso che da questa esperienza ho imparato a cambiare alcuni dei miei stili di vita che mi stavano conducendo ad una veloce morte spirituale ed emozionale. Non sono piu’ trascinato dai miei appetiti o dai miei desideri. I miei demoni si sono ritirati a distanza di sicurezza. Dio, probabilmente tirero’ le cuoia ma, cazzo, in qualche modo perverso, e’ come se l’AIDS ha salvato la mia vita”.

La sua voglia di vivere ha fatto il resto, ed ecco il nostro Adam-Ulisse affrontare un altro viaggio forse il piu’ difficile: far capire al mondo che la poverta’ e’ la vera malattia che deve essere curata; far capire ai ricchi che non si cambia il mondo facendo l’elemosina ai paesi in via di sviluppo che cosi’ non si svilupperanno mai; far capire a tutti che se il Sud Africa – Adam e’ sudafricano – e’ il paese con, percentualmente, il maggior numero di ammalati di AIDS, con una grande incidenza di bambini e donne, questo e’ dovuto soprattutto alla poverta’ e all’ignoranza; far capire ancora che non si combatte l’AIDS facendo finta che non esista e che non riguardi tutti noi, come si pensa in Europa, ma considerandolo quello che e’: una pandemia da curare, non un business con cui le case farmaceutiche possono arricchirsi.

Un libro piacevole, che si legge d’un fiato, ottimamente scritto, dove in alcuni punti si ride anche di gusto. Per saperne di piu’, e per avere notizie sul film in lavorazione, visitate il sito www.aidsafari.com.

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