Di Luisa Terzulli
Dal 16 luglio al 15 ottobre la Royal Academy of Arts ospita Modigliani and His Models. Dedicata al grande artista livornese, l’esposizione – che sta ottendendo uno straordinario successo di pubblico – e’ una galleria di ritratti, un viaggio attraverso la sua breve ma intensa carriera, a delineare con pennellate decise l’influenza che quei volti hanno esercitato sulla sua opera e nella sua vita. Ed e’ proprio un excursus fra questi personaggi che segna il cammino del nostro viaggio, primo fra tutti il Ritratto di Frank Burty Haviland (1914). La sua collezione di statue africane si rivelo’ agli occhi di Modigliani come un’epifania, indirizzandone lo stile in una direzione completamente nuova, verso quei caratteristici visi allungati in modo quasi innaturale – tipici della scultura e delle pratiche tribali africane – che non avrebbe piu’ abbandonato.
Nella cerchia delle sue conoscenze ritroviamo anche Pablo Picasso, il cui Ritratto (1915) rivela l’adozione di alcuni elementi tipici dell’arte ‘elementare’ del collega spagnolo, quali la semplificazione delle forme e l’assimilazione del volto a una maschera.
E come per ogni bohèmien che si rispetti, anche il pennello di Modigliani trovo’ ispirazione nei tratti di un volto di donna. La sua tempestosa relazione con Beatrice Hastings, alimentata da hashish e alcol, vide la sua amante protagonista di 14 fra ritratti e nudi. Beatrice, corrispondente da Parigi per la rubrica dedicata all’arte del giornale londinese The New Age, e’ presente alla Royal Academy in Beatrice Hastings Davanti a una Porta, raffigurata da Modigliani in un atteggiamento pacato e compito, nonostante il risaputo temperamento focoso.
Paul Guillaume Seduto e’ un omaggio a colui che fu il primo agente del nostro artista, un ambizioso autodidatta e promotore dell’arte d’avanguardia, che avrebbe ceduto il posto a Leopold Zborowski. Egli fu il suo vero e proprio mentore, procurandogli vitto, alloggio e materiale in cambio delle sue opere. E fu generosamente ricompensato dal pittore, che provvede’ a includere Anna, la compagna di Leopold, nella passerella delle sue numerose amanti, farne una delle sue modelle preferite e dedicarle almeno 10 dipinti, 3 dei quali in mostra alla Royal Academy.
Ma la vita dell’artista sarebbe rimasta legata fino alla fine a quella di un’altra artista, la giovane Jeanne Hébuterne, della quale possiamo ammirare molti ritratti in questa esposizione. Uno su tutti Testa di Jeanne Hébuterne: il tipico viso allungato a ricordare una statua africana, e due occhi neri a fissare dritto lo sguardo dell’osservatore. A differenza della maggior parte degli artisti del suo tempo, Modigliani non amava farsi ritrarre, ed e’ per questo che il suo unico Autoritratto – vedi immagine –, il viso pallido, i tratti rigidi di una maschera, la consapevolezza della malattia e della morte imminente, appare come il suo testamento, un’ultima testimonianza di una vita da bohèmien, dedicata alle donne, all’alcol, alle droghe, ma soprattutto all’arte.
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