Di Luisa Terzulli
L’8 giugno il Camden Centre ha ospitato l’ultima tappa del tour europeo di Carmen Consoli, tour partito il 9 maggio da Palermo e conclusosi nella citta’ più cosmopolita d’Europa.
Un viaggio in autobus che ha guidato Carmen e la sua band lungo un percorso determinato dal tema del fiume, ribattezzato appunto Dal Simeto al Tamigi. Circa 1000 persone, in forte maggioranza la componente italiana, hanno accolto la cantantessa in una delle date piu’ importanti del tour. L’apertura del concerto e’ stata affidata a The Niro, giovane artista romano, che ha intrattenuto un pubblico caloroso con alcuni brani in lingua inglese.
Quando finalmente e’ Carmen a calcare le scene, l’intera Hall e’ un tripudio di applausi e grida entusiaste. Lei ringrazia e saluta gli spettatori parlando in inglese, cosi’ come fara’ per tutto il resto della serata.
Il concerto e’ dedicato soprattutto alla presentazione del nuovo album, Eva Contro Eva, pubblicato lo scorso maggio, ricco di sonorita’ piu’ sofisticate e pacate rispetto ai lavori precedenti. Messa da parte la famosa Fender rosa, i nuovi brani risentono soprattutto dell’influenza di ritmi folk e balcanici, una riscoperta delle radici che esplora dalle atmosfere arabeggianti al friscalettu [il flautino dei pastori dell’Etna – NdA]. Ad aprire “le danze” e’ infatti un canto popolare in catanese, e fra gli altri spicca una straordinaria E se Domani eseguita senza alcun accompagnamento strumentale, e Ciuri di Campo, brano tratto da una poesia di Peppino Impastato, tristememte famoso perche’ ucciso dalla mafia. Particolarmente suggestivo e’ stato un intermezzo al mandolino di Massimo Roccaforte, fedele militante fra le fila della band, che ammalia ed entusiasma il pubblico con il suo virtuosismo.
Una netta inversione di stile, dunque, ma tanto rispetto per i numerosi aficionados presenti in sala: Carmen non delude, e nella sua scaletta c’e’ infatti ampio spazio anche per brani di puro rock e pezzi tratti dai suoi primissimi album, che il pubblico accompagna cantando a squarciagola.
Quasi due ore di ottima musica, due bis, una partecipazione calorosissima - da intendere altresi’ nel senso della temperatura all’interno del Camden Centre! - e un po’ di emozione che oltre che nel pubblico si intravede sul viso di una grande artista che, dal vivo, riesce a fare anche meglio che in sala di registrazione.
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